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Silvio Berlusconi rispolvera il vademecum per candidati. La campagna elettorale in stile ‘94

«Siamo un popolo che vive di passato anche quando guarda al futuro» e rivendica i fondi ottenuti per il Pnrr

Silvio Berlusconi rispolvera il vademecum per candidati. La campagna elettorale in stile 94
di Mario Ajello
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 3 Agosto 2022, 22:00 - Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 16:28

La modalità berlusconiana settembre 2022 è quella del marzo 1994. E a chi tra i suoi dice al Cavaliere che la minestra riscaldata rischia di essere poco gradita agli italiani, lui replica: «Vi sbagliate, siamo un popolo che vive di passato anche quando guarda al futuro, e i vecchi sapori della buona cucina antica di Zio Silvio li amano eccome». Dunque, stile ‘94 non per assenza di novità ma per una deliberata operazione nostalgia. E per una convinzione atavica del Cavaliere: «Agli italiani piace risentire le cose che hanno già sentito e solo poche parole e sempre le stesse restano veramente impresse nella loro mente». 

L’unico problema è che nei video - le venti pillole che sta registrano Berlusconi, le prime le ha già postate sui social e in una dice: «I soldi del Pnrr sono io che li ho portati in Italia» - i quasi trent’anni dalla discesa in campo si vedono abbastanza sul volto del Cavaliere e soprattutto si sente che l’eloquio non è più tanto sciolto come un tempo. Ma magari non conta nulla tutto ciò, visto che lui è convinto che Forza Italia da sotto il 10 per cento, dove si trova adesso, balzerà al 20 per cento. Naturalmente grazie a lui, e quando lui scenderà veramente nel campo mediatico e non lo farà subito. Per ora un po’ di radio (stamane a Rtl) e l’antipasto video-social - «La sinistra mette la patrimoniale sulle nostre case e sui nostri risparmi, tasse sempre e solo tasse», avverte nel filmino registrato dietro la solita scrivania di Arcore - perché «non dobbiamo rompere le scatole agli italiani in vacanza». Ma una volta finite le ferie dei cittadini, il Cavaliere metterà il turbo dal 5 settembre, venti giorni prima del voto, e partirà nella sua cavalcata su tutti i palinsesti più uno o due appuntamenti pubblici.

Il nuovo ‘94 di Zio Silvio è quello del Credo Laico. La preghiera liberale che ha già recitato in una recente ospitata tivvù e che rimetterà in scena al più presto, oltre a farlo girare tra Facebook e Instagram. Come quando si affacciò alla vita politica così adesso il Presidente, in questa che è anche una brochure da includere nel kit del candidato (pieno revival, appunto), intona, ricorda, scrive e legge: «Noi crediamo nella libertà, in tutte le sue forme, molteplici e vitali. Ma la libertà non è graziosamente concessa dallo Stato, perché è ad esso anteriore». Se si aggiunge il coro di Menomalechesilvioc’è, suona tutto più forte e più toccante. 

Corsi e ricorsi

Il format ‘94 prevede oggi come allora il miracolo economico (se si vota Forza Italia), il milione di lire (diventato 1000 euro) alle vecchiette per le pensioni, la «scelta di campo» e appena Fratoianni chiude il patto con Letta partirà anche la polemica contro i comunisti. E contro l’anarchia. Uno dei fedelissimi del Cav, Giorgio Mulè, spiega: «La piena autonomia programmatica di ogni singola forza del centrosinistra, annunciata da Letta, coincide con la totale anarchia di quello schieramento». 
Nel Credo Laico di Forza Italia c’è la stessa matita d’antan con cui viene tracciata la x sul simbolo nella scheda elettorale (ForzaItalia-BerlusconiPresidente), il classico elenco evergreen («Siamo liberali, cristiani, garantisti, europeisti, atlantisti) più la dicitura: #25settembreVotaForzaItalia». Nel ‘94 si votò il 21 aprile, ma per il resto: sempre lì siamo. 

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