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Nicola Zingaretti: «Il governo sta calpestando la Capitale, Pd pronto a intervenire in Parlamento»

Nicola Zingaretti: «Il governo sta calpestando la Capitale, Pd pronto a intervenire in Parlamento»
di Mauro Evangelisti
3 Minuti di Lettura
Venerdì 26 Aprile 2019, 07:34

«Per noi Roma, in quanto Capitale d'Italia, viene prima di tutto. In Parlamento ci faremo sentire, con la voce della logica e della competenza. Faremo la nostra parte». Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico (e presidente della Regione Lazio) sul Salva Roma sceglie la linea della prudenza, ma anche della disponibilità a costruire qualcosa, non solo a distruggere. Il filo del ragionamento di Zingaretti: in primis, bisogna capire cosa ci sarà scritto nel decreto, poi si valuterà durante il percorso di conversione in Parlamento se ci sono margini per migliorarlo, per modificarlo, per aiutare Roma, che non significa volere imbastire chissà quale dialogo con il Movimento 5 Stelle, ma nemmeno schierare un Partito democratico su una posizione che pur di fare opposizione dura e pura rischi di penalizzare la Capitale.

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L'altro giorno il leader del Pd aveva detto: «Alzi la mano chi ha capito qualcosa sul decreto Salva Roma. Non si capisce nulla perché non hanno deciso nulla. Questo governo continua a litigare e a non decidere». Ora, in un colloquio con Il Messaggero, però prova ad andare oltre, con una premessa: «Il gioco al massacro sui provvedimenti su Roma è abbastanza indecente. Non c'è nessun favore a Roma. L'accollo del debito lo fece la Lega nel 2010 per aiutare il sindaco Alemanno».

RAZIONALITÀ
In sintesi: lo hanno chiamato Salva Roma, ma non ci sono concessioni alla Capitale in ballo, non c'è chissà quale corsia preferenziale, ma c'è la necessità di riportare sui binari della razionalità la gestione del debito, allontanandosi dal baratro di una certa demagogia leghista che ogni tanto rispolvera la retorica anti romana. Di qui l'apertura di Zingaretti su eventuali correttivi durante il percorso parlamentare della conversione del decreto, di cui però bisogna realmente decifrare il contenuto, perché come ripete da due giorni il leader del Pd «alzi la mano chi ha capito qualcosa sul decreto Salva Roma».

SENTIERI
L'altro sentiero su cui Zingaretti si muove con attenzione è quello che riguarda Virginia Raggi, finita nel mirino di Matteo Salvini: difendere Roma - è la tesi di Zingaretti - non significa difendere la sindaca. Dice: «Oggi nessuno nasconde la necessità di una svolta nella capacità di governo della Capitale (simile per altro alla necessità di una svolta al governo nazionale). Ma è evidente che nell'atteggiamento della Lega pesa un interesse di partito che piega ai propri interessi ormai tutto ciò che si fa. La demagogia dilagante provoca questi effetti».
Nel Pd nei giorni scorsi si sono alzate altre voci a favore del varo del Salva Roma (che significa riorganizzazione del debito storico e correzioni alla gestione commissariale per evitare che vada verso il rischio default nel 2022), come quella del renziano Giachetti, che ha detto: «Non si tratta di salvare Roma ma di mettere in condizione la Capitale di tornare alla normalità».

Sintesi: Zingaretti ritiene che il Partito democratico non si possa tirare indietro, ma al contrario debba seguire una linea che vada a correggere il decreto crescita, a introdurre elementi che aiutino Roma (anzi, la Capitale d'Italia) a uscire dalla palude del maxi debito, a prescindere dall'opposizione al governo, a prescindere da Virginia Raggi. Aggiunge il segretario del Nazareno, tornando sulla «demagogia dilagante della Lega»: «Tutto ciò che sta succedendo per Roma rappresenta un costo immenso perché per la prima volta si nega in maniera evidente l'importanza per un grande paese moderno di sostenere la sua Capitale. In Parlamento ci faremo sentire con la voce della logica e della competenza». D'altra parte, ha rilanciato su Twitter, «questo governo continua a litigare e a non decidere. Lo fanno solo perché sono attaccati alle poltrone. E intanto l'Italia (e Roma) affondano».

 

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