Meloni, prove di disgelo con Scholz: «Ma sulle Ong cambi linea». Berlino rischia di trovarsi «isolata»

Al vertice Ue di giovedì Berlino rischia di trovarsi «isolata» sulle organizzazioni

Migranti, prove di disgelo con Scholz. Meloni: «Ma sulle Ong cambi linea»
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Martedì 3 Ottobre 2023, 00:02 - Ultimo aggiornamento: 10:54

«Né crisi né idillio». Se fonti diplomatiche sintetizzano così le schermaglie che da giorni agitano l’asse Roma-Berlino, derubricandole a una quasi “normale” dialettica europea, tra i corridoi di palazzo Chigi c’è chi vede la lite con altri occhi. Sulla questione Ong «Scholz è politicamente isolato» e «a Granada se ne renderà conto» scandisce infatti chi lavora gomito a gomito con la premier Giorgia Meloni. Certezze che, in ogni caso, a due giorni dall’inizio del summit che vedrà al centro soprattutto l’allargamento a Est dei Ventisette, vengono riversate in una fitta corrispondenza tra la cancelleria tedesca e i vertici del nostro esecutivo. 
Si cerca una mediazione che possa disarticolare l’emendamento con cui i Verdi tedeschi hanno provato a “normalizzare” l’attività delle Ong nel Mediterraneo, depenalizzandone l’azione anche quando si interfacciano direttamente con i trafficanti di migranti. Un punto che fa da spartiacque. La sua eliminazione è la conditio sine qua non avanzata dall’Italia che, però, si dice disponibile sulle altre modifiche. Compresa una ridefinizione dell’articolo (che la Germania vorrebbe eliminare) che consente di derogare agli standard previsti sulle condizioni di accoglienza in caso di forti flussi di migranti

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IL NEGOZIATO

In pratica, con la mediazione spagnola e delle delegazioni nazionali a Bruxelles, si tratta per sbloccare l’impasse. Una negoziazione che, qualora questi primi contatti instradino adeguatamente il confronto, Meloni potrebbe finire con il portare avanti in prima persona. Per quanto non in agenda infatti, non è escluso che la premier possa incontrare Olaf Scholz in un bilaterale a margine del consiglio informale di venerdì in Andalusia. 
Del resto ai vertici dell’esecutivo hanno apprezzato l’irritazione («Finalmente») che il cancelliere tedesco ieri ha manifestato nei confronti dei Verdi che, ormai da mesi, lo tengono sotto scacco su ong e tematiche ambientali.

Un “pungolo” che, valuta chi abitualmente tira le fila dell’azione dell’esecutivo nostrano, ha portato il leader socialista a commettere diversi errori. In primis la «bizzarra» iniziativa di blindare (a parole) i confini sul fronte della rotta balcanica dall’ingresso di migranti. «Ha perso anche il sostegno di alleati come Austria e Repubblica Ceca, è in palese difficoltà» aggiungono ai vertici del governo.

IL VERTICE

Tornando ai due summit di giovedì e venerdì (il primo giorno si terrà l’incontro dei 44 Paesi della Comunità politica europea, il secondo invece il vertice informale dei leader dei 27 stati del Consiglio Ue), il successo della missione meloniana passa dalla capacità di tenere alta l’attenzione comunitaria sulla questione migranti. Dopo aver scritto al presidente del Consiglio Ue Charles Michel e al presidente di turno Pedro Sanchéz affinché diventasse un punto delle trattative, per Roma - come già alla riunione Med9 di Malta di giovedì scorso - bisogna quindi battere il ferro per la rapida attuazione dei dieci punti operativi proposti dalla presidente del Commissione europea Ursula von der Leyen. In particolare nel valorizzare l’approccio, già adottato in Tunisia, di sostegno e partnership paritaria con i Paesi di partenza. 

Non solo però. Nella due giorni spagnola verranno affrontati almeno altri due temi molto cari alla presidente del Consiglio. Da un lato l’allargamento dell’Unione nei Balcani Occidentali («Una nostra priorità» evidenziano le stesse fonti diplomatiche) con nuove riflessioni su ciò che comporterebbe in termini di istituzioni, politiche e finanziamenti l’ingresso di Ucraina, Moldova o Georgia (e in seguito Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia), dall’altro al centro del confronto tornerà la necessità di definire ambiti e regole per l’intelligenza artificiale. Punto su cui la premier si è già espressa al G20 di New Delhi, all’Onu a New York e che sarà fulcro della prossima presidenza italiana del G7 del 2024. Tant’è che non è escluso che a novembre, qualora l’appuntamento venisse confermato, Meloni possa nuovamente volare a Londra dall’amico Rishi Sunak per un summit internazionale sul tema.

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