Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Mascherine Ffp2 false, truffa a Montecitorio: il fornitore invia la certificazione di un altro prodotto

Mascherine Ffp2 false, truffa a Montecitorio: il fornitore invia la certificazione di un altro prodotto
di Giuseppe Scarpa
4 Minuti di Lettura
Venerdì 4 Giugno 2021, 13:06

Le mascherine false arrivano anche in Parlamento. Una denuncia a firma del vice segretario generale della Camera, Guglielmo Romano, solleva il problema su una partita di Ffp2 ordinata in tre tranche e consegnata i primi dello scorso marzo. Dispositivi che si sono rivelati non a norma, perciò con seri dubbi sulla qualità e capacità di protezione. Dubbi che non sono stati chiariti da parte dell'azienda incaricata della fornitura, e anzi quando sono state richieste delle spiegazioni le risposte sono state poco convincenti. Tanto da spingere i vertici della Camera a denunciare il tutto.


LA VICENDA
Andiamo con ordine. Prima di tutto l'intera partita è stata consegnata «priva della certificazione» che ne attesta la reale capacità di filtraggio. Insomma un problema non da poco. Anche perché, quando la documentazione a corredo dei prodotti è stata reclamata, con grande insistenza da parte di Montecitorio, la società avrebbe risposto spedendo degli attestati falsi. O meglio certificati in deroga dell'Inail (quindi in attesa di un definitivo benestare) su un prodotto diverso rispetto a quello ordinato, spedito e consegnato a Montecitorio. Un comportamento che ha insospettito, e non poco, Romano e il suo entourage tanto da presentare una denuncia nel commissariato di polizia della stessa Camera dei Deputati. La denuncia, ovviamente, si è trasformata subito in un'indagine della procura di Roma.

Milano, «mascherine a parenti e amici anziché a Rsa e farmacie»: arrestato sindaco di Opera. Il prefetto lo sospende


Adesso, se dietro il caso mascherine in Parlamento, ci sia il tentativo di cercar di imbrogliare una delle più importanti istituzioni del Paese, oppure se si sia trattato di un malinteso, di un errore con invio di documenti sbagliati, è ancora presto per dirlo. L'inchiesta è solo all'inizio, e l'indagine servirà a chiarire l'intera faccenda. Di certo un danno già è stato arrecato. Perché, nel frattempo, le 20mila mascherine sono state congelate ma i soldi pubblici per comperarle sono già stati bonificati.
L'ORDINE
Di certo è una storia singolare quella che riguarda l'ordine dei dispositivi voluto dai vertici di Montecitorio. Tutto inizia con il primo lotto, 5.500 pezzi al prezzo di 0,92 euro più Iva per ciascuna Ffp2. Questo è il costo pattuito. Il primo acquisto porta la data del 4 novembre 2020. Pochi giorni dopo, il 10, parte il secondo ordinativo, questa volta con un numero più elevato: intorno alle 12mila unità. Ma la richiesta di forniture per la Camera dei Deputati non si ferma. Ed ecco che il 2 di dicembre ne vengono richieste ulteriori 4mila, sempre alla stessa società.
L'intera somma viene poi liquidata dalla tesoreria della Camera tra il dicembre del 2020 e il gennaio 2021. Le Ffp2, però, non arrivano immediatamente.

Covid in Sicilia, dati e tamponi alterati per mantenere l'Rt basso: arresti nella sanità. Indagato l'assessore regionale, si dimette


LA CONSEGNA
L'otto marzo 2021 vengono recapitati i primi pacchi. Ma subito chi di dovere si rende conto che c'è qualche cosa che non va. I dispositivi non sono confezionati come richiesto. Sono divisi in pacchetti per un numero superiore a quanto precisato nell'ordine. Ma questo è un problema secondario rispetto al fatto che non è stato consegnato il certificato che comprovi la regolarità e la qualità delle Ffp2.

 


Ecco allora che parte un'email con la richiesta di inviare la documentazione al più presto. Anche perché le mascherine devono essere distribuite con una certa celerità. La missiva riceve una risposta per niente convincente: certificati di altre mascherine, non quelle vendute e consegnate alla Camera dei Deputati. Per i vertici di Montecitorio è troppo. La decisione è quella di rimettere tutto nelle mani degli inquirenti. Quindi la denuncia viene presentata nel commissariato di polizia della Camera.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA