Associazioni spiazzate insorgono contro i gesuiti che difendono la legge sul fine vita

Associazioni spiazzate insorgono contro i gesuiti che difendono la legge sul fine vita
di Franca Giansoldati
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Venerdì 14 Gennaio 2022, 12:19

Città del Vaticano - Inedito (e sorprendente) scontro sul suicidio assistito tra una sessantina di associazioni cattoliche (contrarie alla legge in discussione) e la Civiltà Cattolica che invece è favorevole («per la situazione del Paese e il richiamo della Corte costituzionale al Parlamento, ci sembra importante che si arrivi a produrre una legge (...) Pur nella concomitanza di valori difficili da conciliare, ci pare che non sia auspicabile sfuggire al peso della decisione affossando la legge»).

Le posizioni espresse dal quindicinale dei gesuiti che ha sempre rispecchiato le posizioni del Papa e del Vaticano hanno fatto sobbalzare diverse realtà cattoliche da sempre barricate in difesa della vita, nel rigore del sentiero magisteriale e delle encicliche dei Papi. Sicchè, totalmente spiazzate, dopo la pubblicazione dell'articolo del quindicinale a firma di Carlo Casalone, un gesuita con lunghi studi in bioetica e in medicina, le associazioni hanno preso carta e penna per diffondere un comunicato durissimo

«Sorprende che una testata autorevole, da cui ci si attende eco del Magistero della Chiesa, rischi posizioni che -seppur indirettamente- possono dar campo di fatto a quella ‘cultura dello scarto’, dai cui effetti negativi richiama costantemente Papa Francesco. Ciò avviene in quanto ci sembrano fraintese le norme già approvate e quelle in discussione. L’articolo dà una lettura positiva della legge n. 219/2017, la quale permette invece la morte sulla base di un inammissibile ‘ora per allora’».

Le associazioni che vanno dalla Fondazione De Gasperi, al Family Day, all'Associazione Liberi e Forti, all'associazione dei medici cattolici chiedono di riflettere se possa essere ragionevole scartare la vita: «alle istituzioni rivolgiamo uno specifico pressante appello affinché la sostengano nei momenti più difficili attraverso cure palliative effettive e capillari nei territori italiani e con un’assistenza domiciliare h24».

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