La Lega continua a vincere nelle Regioni, ma l'Autonomia resta in sospeso

Martedì 26 Marzo 2019 di Mario Ajello
“Però, l’autonomia no”. Ripetono questo tutti in Basilicata, anche quelli che hanno appena votato per la Lega regalando a Matteo Salvini il successone del quasi  20 per cento per il Carroccio e della vittoria, più sua che di Berlusconi,  del candidato del centrodestra Bardi.

Ma l’autonomia? Anche dopo il trionfo salvini in Abruzzo il refrain dei cittadini di quella regione fu: “Però  l’autonomia non ci piace....”. E l’autonomia è un  problema per il capo leghista. I risultati alle ultime Regionali (Abruzzo, Sardegna e Basilicata) dimostrano che il Carroccio guadagna al Sud più voti del previsto, anche a scapito dell'alleato grillino.

Perché - ci si chiede nella Lega, ma senza farsi seguire da Fontana e Zaia,  i due governatori del lombardo-veneto - fermare questo trend con una riforma a direzione settentrionale? Meglio aspettare il voto delle Europee, per poi riaprire il dossier da una posizione di forza. Uno scenario che spaventa appunto Zaia e il suo collega lombardo, i quali avrebbero in più occasioni spiegato a Salvini che senza la riforma del federalismo differenziato potrebbero scoppiare i malumori ora sopiti nella Lega. Dove la vecchia guardia e gli iscritti sopra il Po fanno ancora fatica a capire la svolta nazionale del leader. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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