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Padre Salvini, anche Draghi ai funerali. Mattarella invia un messaggio: lo ammiravo tantissimo

Padre Salvini, anche Draghi ai funerali. Mattarella invia un messaggio: lo ammiravo tantissimo
di Franca Giansoldati
3 Minuti di Lettura
Martedì 23 Marzo 2021, 16:42 - Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 11:23

Città del Vaticano - Seduto in prima fila c'era il presidente del Consiglio Mario Draghi, assieme alla moglie. All'altare decine di gesuiti come concelebranti, il cardinale Czerny che indossava la sua croce di legno ricavata dalla barca di un naufragio. La chiesa di santo Spirito in Sassia era piena di gente: gli ex studenti, le famiglie, i gruppi di preghiera e gli amici della montagna che fuori, prima che la bara di padre Gianpaolo Salvini venisse portata al Verano per essere tumulata, hanno intonato una delle sue canzoni preferite.

L'ultimo saluto al gesuita che per 26 anni ha diretto la Civiltà Cattolica è stato affettuoso, sentito, partecipato. La chiesa rinascimentale a due passi dal quartier generale dei gesuiti, nel rispetto rigoroso delle norme covid, ha accolto tutti. Non ci sono state strette di mano, tutti avevano le mascherine, le distanze sociali rispettate in ogni momento della liturgia affidata al successore di padre Salvini, padre Antonio Spadaro. E' lui che ha ricordato quanto la vita umana, spirituale, professionale di Salvini sia stata ricca di momenti intensi vissuti con sobrietà.

Del resto non è mai stato il tipo da esibire amicizie importanti, nè si è mai vantato del lavoro che ha svolto dietro le quinte, con passione e limpidezza: padre Gianpaolo - Gps per gli amici più stretti - era uomo concreto, generoso, colto, preparato e, soprattutto, empatico. Spadaro ha ricordato anche la sua vena ironica e la capacità di non perdere mai per strada nessuno, sicchè le sue agende nel corso degli anni si erano moltiplicate a dismisura, e accanto ad ognuno annotava la data di nascita per l'immancabile telefonata al momento del compleanno. Era più preciso di un orologio svizzero. E' così che ha cementato e fatto crescere amicizie solidissime, sovrapponendo mondi diversi, unendoli in una sorta di rete, mettendo in contatto i distanti, sollecitando dibattiti intellettuali, riflessioni spirituali, momenti di convivialità spontanea e familiare. Per molti padre Giampaolo è stato più di una guida, quasi un padre. 

Al termine della messa è stato letto un messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha manifestato «tanto dolore», raccontando di averlo «ammirato tanto» e di averlo conosciuto bene, diverse volte. In un altro passaggio del testo il capo dello Stato ha rilevato la capacità di questo gesuita morto a 85 anni per una forma di leucemia, a generare incontri e ad aver «contribuito in modo rilevante  alla crescita dalla società italiana nei numerosi anni della sua direzione a Civiltà Cattolica», il quindicinale che ha diretto per 26 anni, dal 1984 al 2011. 

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