Morto padre Salvini, storico direttore della Civiltà Cattolica: «La sua porta sempre aperta a tutti»

Morto padre Salvini, storico direttore della Civiltà Cattolica: «La sua porta sempre aperta a tutti»
di Franca Giansoldati
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Domenica 21 Marzo 2021, 18:30 - Ultimo aggiornamento: 19:24

Città del Vaticano – Lo studio spartano e pieno di libri a Villa Malta, sede della Civiltà Cattolica, per tutto il periodo in cui padre Gianpaolo Salvini ha ricoperto il ruolo di direttore del quindicinale che tradizionalmente rispecchia gli orientamenti della Segreteria di Stato vaticana, è sempre stato un porto aperto. Persino negli anni più complicati del muro contro muro tra Dc e Pci, nei passaggi tra un governo e l'altro, a cavallo di crisi parlamentari o di battaglie etiche alla Camera, la porta di padre Salvini i politici italiani, di qualsiasi colore, la trovavano sempre aperta per un confronto, uno scambio di idee, un parere. Dal 1985 al 2011 padre Salvini ha fatto del dialogo tra i distanti una mediazione culturale, come la definiva lui.

Spesso tante di queste conversazioni si sono trasformate con il tempo in amicizie solide e durature. Per esempio con l'attuale premier Mario Draghi, conosciuto quando era alla direzione del Ministero del Tesoro, negli anni Novanta.

Padre Salvini è scomparso stamattina a causa di una forma di leucemia di cui soffriva da tempo. E' stato un economista preparato, con una solida formazione sociale e teologica alle spalle, aperto all'ascolto e a dare concretezza alla missione intellettuale della Civiltà Cattolica, vera e propria palestra di pensiero. Durante la direzione del quindicinale - dal 1985 al 2011 - affiancava nel (poco) tempo libero a disposizione, l'animazione di gruppi di preghiera e la grande passione per la montagna. Era riuscito a creare una vasta rete di amici alpinisti che si univano a lui il sabato mattina per trekking micidiali in Abruzzo o, se c'era neve, escursioni di sci alpinismo. La notizia della sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto attorno, proprio per il carattere generoso e limpido di questo gesuita. 

Ad annunciare la sua scomparsa è stato il suo successore padre Antonio Spadaro con un messaggio su Twitter.

Salvini era nato a Milano il 3 marzo 1936; era entrato nella Compagnia di Gesu' nel 1954 dopo essersi laureato in economia e poi, successivamente, in teologia in Austria. Poliglotta, coltissimo, fu ordinato sacerdote nel 1967. La prima missione che gli fu affidata è stata alla rivista Aggiornamenti Sociali a Milano di cui fu direttore dal 1977 al 1981. Quindi venne destinato a La Civilta' Cattolica nel 1984. Per un certo periodo la Compagnia di Gesù lo mandò a fare anche esperienza in Brasile e a occuparsi in veste di studioso dei problemi del sottosviluppo e dell'America latina ai tempi della dittatura militare. 

A chi gli chiedeva come era finito a fare il direttore della Civiltà Cattolica, Salvini  si divertiva a fare notare all'interlocutore la nota umoristica con la quale Dio guida spesso la storia, e per certi versi pure la sua vita, visto che da 'grande' non avrebbe mai immaginato di fare il giornalista. Lui si immaginava un docente in uno dei licei dei gesuiti e non un intellettuale con la vocazione alla mediazione culturale «cioè a cercare di vedere e far vedere la realtà in cui viviamo con lo sguardo di Dio, alla luce della fede». 

Quando parlava della 'sua' Civiltà Cattolica - mandata avanti con il compianto padre Michele Simone, l'uomo macchina della rivista e l'estensore delle note politiche che venivano sempre riviste dalla Segreteria di Stato e rimandate indietro dal cardinale Sodano piene di segni rossi e correzioni - padre Salvini spiegava che era improprio chiamarla la rivista del Papa, proprio perchè ci teneva a sottolineare la linea di elaborazione indipendente, una voce libera sebbene fedele espressione della visione della Chiesa. 

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