Elezioni a Roma, stallo a destra: Meloni vuole Michetti, ma c'è il gelo di Salvini

Elezioni a Roma, stallo a destra: Meloni vuole Michetti, ma c'è il gelo di Salvini
di Emilio Pucci
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Martedì 25 Maggio 2021, 08:22 - Ultimo aggiornamento: 09:34

«E' un uomo che sa quello che vuole fare. Può amministrare bene la città». Giorgia Meloni cala così ufficialmente il nome di Enrico Michetti per la Capitale. La reazione degli altri leader della coalizione non arriva subito poi Matteo Salvini non chiude ma resta freddo: «Ben venga se è benvoluto, vediamo...». Anche Forza Italia non dice apertamente no ma getta nella mischia anche la candidatura del giudice Matone. «Prendiamoci dei giorni e poi decidiamo», la conclusione.

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Dopo diversi mesi i leader del centrodestra si sono riuniti al gran completo negli uffici della Lega alla Camera ma al vertice (erano presenti oltre Meloni, Salvini e Tajani, anche Quagliariello di Cambiamo, con Toti in video collegamento, Lupi di Noi per l'Italia, il leghista Crippa, De Poli e Cesa per Udc, l'azzurra Ronzulli, La Russa per Fdi, Sgarbi per Rinascimento) è emersa un'altra fumata nera. La candidatura dell'avvocato e professore di diritto, è da ieri sul tavolo ma sia Meloni che Salvini assicurano di avere altri assi nella manica che però non tirano fuori. Per Fratelli d'Italia in ogni caso il preferito per il Campidoglio è proprio lui, l'opinionista di Radio radio.

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La Lega vuole nomi di «alto profilo» ma non fa barricate, Salvini si è limitato solo a riepilogare quanto accaduto con Bertolaso e Albertini: «Giorgia, tu sei di Roma. Fai tu un nome». E' per ora un gioco delle parti. La prossima settimana i leader si rivedranno: al netto di pesi e contrappesi, ovvero di rinunce da parte di FdI su altri campi da gioco (vedi Copasir), la candidatura di Michetti potrebbe anche arrivare fino in fondo ma il leader del partito di via Bellerio vuole sondarlo e nel frattempo annuncia di aspettare la risposta da parte di altri imprenditori e primari che sarebbero disponibili a correre. Insomma niente di deciso. L'unico dato certo è che il centrodestra andrà unito su candidati civici. Scartata nuovamente l'ipotesi di convergere su politici, anche se Tajani non esclude che si possa arrivare ad un cambio di schema. Il professore di diritto e opinionista di Radio Radio fa un passo avanti: «Decide la politica. Se fossi io ad essere prescelto guarderò solo al presente e al futuro. Del passato non mi interessa assolutamente nulla. E al centro ci sarà il programma, la buona amministrazione e la trasparenza».


LE ALTRE CITTÀ
Ma nel quadro ci sono anche le altre città, a Milano per esempio, oltre al centrista Lupi, all'imprenditore Ruggiero, al professore della Bocconi Dallocchio e ai giornalisti Feltri e Del Debbio, è emerso il nome di Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia che frena: «Mi fa piacere che ci sia questo riconoscimento. Ma l'ipotesi della mia designazione non ha alcuna concretezza». Pubblicamente non si sbilancia il presidente di FdI: «Michetti e Racca sono sicuramente nomi interessanti come ce ne sono altri». «Non sono nomi di serie B. noi badiamo alla sostanza e non alla forma. Se siano o no televisivamente conosciuti mi interessa poco», dice Salvini. Il passo in avanti al vertice è, per dirla con le parole del segretario lumbard, che «sono emersi 4-5 nomi. Li sentirò personalmente». Tuttavia l'intesa non c'è ancora. Su Napoli si andrà sul magistrato Maresca, buio su Bologna tanto che Sgarbi ha candidato l'ex grillino Favia.

 


La vera lotta sarà sui voti di lista. Perché la contesa dietro le quinte è su chi avrà la meglio nelle grandi città. E la battaglia è sempre tra la Lega e FdI. «Non possiamo permetterci afferma un big del partito di via Bellerio che Meloni ci batta O si trovano candidati equidistanti o qui non ne usciamo. Già rischiamo di uscire con le ossa rotte dalla vicenda Copasir». «Meloni in realtà punta sulla Regione, non vuole un proprio nome sulla Capitale», azzarda un altro leghista. Ma in FdI si insiste su Michetti. Secondo il Rapporto Roma, verso le elezioni comunali realizzato da Tecnè per Adnkronos potrebbe essere una candidatura vincente. Per il sondaggio Raggi viaggia tra il 18 e il 20%, Calenda intorno al 14-15%, Gualtieri al 32 mentre l'avvocato amministrativista raggiungerebbe il 35%.
 

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