Draghi a L'Aquila: «Vittime del terremoto sono 309 angeli, accelerare ricostruzione. Dal Pnrr 1,78 mld»

Draghi a L'Aquila: «Vittime del terremoto sono 309 angeli, accelerare ricostruzione, 1,78 mld da Pnrr»
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Martedì 28 Settembre 2021, 10:26 - Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 10:53

«La mia presenza serve prima di tutto a ribadire il dovere del ricordo». Il terremoto del 2009 «appartiene alla memoria collettiva e del mondo». Sono le parole del premier Mario Draghi giunto a L'Aquila insieme alla ministra Mara Carfagna al Parco della Memoria per la cerimonia dell'inaugurazione dello spazio dedicato alle 309 vittime del sisma del 2009. Draghi e Carfagna sono stati accolti dal sindaco Pierluigi Biondi e dal vicepresidente della giunta regionale Manuele Imprudente: presente all'evento anche il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Oltre ad un folto gruppo di giornalisti, sindaci e rappresentanti delle istituzioni sono presenti una cinquantina di cittadini assiepati nelle vicinanze del parco. Il premier è stato accolto da un gruppo di bambini delle scuole delle Suore Filippine.

Il ricordo delle vittime

«Noi non possiamo dimenticare, non dobbiamo dimenticare», sottolinea Draghi. «Le 309 vittime sono 309 angeli». Il premier ha sottolineato che «la mia presenza qui serve a ribadire il dovere del ricordo. Il terremoto deve essere memoria collettiva dell'Italia e del mondo». Dopo aver espresso il suo cordoglio Draghi ha continuato dicendo che «il terremoto è una ferita profonda inferta alla comunità, non possiamo e non dobbiamo dimenticare», e che «il governo deve avere la responsabiliità dell'azione».

«Nella città dell'Aquila il rifacimento degli edifici privati ha ormai superato l'80 per cento, grazie anche all'introduzione di tecniche e procedure innovative di cui possiamo essere orgogliosi. Negli altri comuni del cratere, il processo è invece più lento. I ritardi colpiscono soprattutto il processo di ricostruzione pubblica, che ancora non ha un piano completo. Parlo di scuole, ospedali, strade, uffici e chiese, quegli edifici che rendono un luogo una comunità», spiega il capo del governo. E Draghi sottolinea: «Il terremoto del 2009 ha causato una perdita stimata in oltre 200 milioni di euro all'anno. L'11% circa del valore aggiunto complessivo dell'area, a cui si sono aggiunti i danni della pandemia. Il tessuto sociale e produttivo dell'Abruzzo è rimasto vivo nonostante le tragedie e le difficoltà. Dobbiamo continuare a sostenerlo».

La ricostruzione

La ricostruzione «procede ovunque, ma con velocità diversa tra un territorio e l'altro. Dobbiamo accelerare, per l'obbligo morale che abbiamo verso tutti i cittadini. Abbiamo deciso di destinare un'apposita linea di investimento del Pnrr» alle zone dei terremoti del 2009, 2016 e 2017. «Questo pacchetto ha un valore di 1,78 mld e finanzia la ricostruzione sicura e sostenibile, il recupero ambientale, e iniziative a sostegno di cittadini e imprese. In settimana diamo il via a questo programma, con l'approvazione del provvedimento che ripartisce le risorse tra le finalità di investimento». Dice Mario Draghi intervenendo a L'Aquila.

«Le risorse servono, ma da sole non bastano - aggiunge il premier - C'è bisogno di capacità progettuale e amministrativa, come dimostrano - a partire dall'Aquila - i casi di maggior successo nella ricostruzione post-sisma. Abbiamo costruito per gli investimenti del Pnrr e del Fondo Complementare un modello di governance che punti sulla semplificazione delle procedure e sullo stretto coordinamento delle amministrazioni centrali e territoriali». «Vogliamo valorizzare l'esperienza maturata sul campo dai sindaci, dagli amministratori regionali e locali, e dalle strutture tecniche e commissariali del governo. Si tratta di un lavoro di collaborazione paziente per il rilancio di questo territorio, di cui il Governo e l'Italia tutta vi sono grati», sottolinea.

«La città dell'Aquila ha scelto di affidare la memoria del terremoto non a un tradizionale monumento - prosegue il presidente del Consiglio - ma a un parco. A uno spazio aperto che è simbolo del vuoto lasciato da chi è morto in quella terribile notte. Ma questo spazio aperto è anche simbolo di pienezza. Sarà riempito da tutte le famiglie e i bambini che giocheranno tra queste aiuole e tra queste fontane. È il simbolo della vita che deve rinascere traendo forza dalla memoria di una tragedia. Oggi ci sono finalmente le condizioni per farlo».

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