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Draghi, il governo: aiuti alle imprese, vaccini e lavoro nei primi 100 giorni

Governo Draghi: aiuti alle imprese, vaccini e lavoro nei primi 100 giorni
di Andrea Bassi e Lorena Loiacono e Francesco Malfetano
5 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Febbraio 2021, 07:14 - Ultimo aggiornamento: 07:20

Non appena sarà nato, il governo Draghi non avrà il tempo di imparare a camminare. Dovrà direttamente iniziare a correre. Il presidente del Consiglio incaricato ha già detto che la priorità sarà accelerare la campagna di vaccinazione. È il prerequisito della ripresa ecomica, come ha ricordato ieri anche la Commissione europea. Durante gli incontri con i partiti Draghi ha parlato della necessità di predisporre una piattaforma digitale e un maxi call center per organizzare le vaccinazioni. Ma non è nemmeno escluso che vada incontro alle richieste dei sindacati e permetta di distribuire le dosi direttamente nelle fabbriche.

Sul tavolo, poi, Draghi troverà già pronto un decreto da 32 miliardi sui ristori alle imprese chiuse per la pandemia e che contiene, tra le altre cose, anche un allungamento di 26 settimane della Cig Covid e uno slittamento di altri due mesi della partenza dei 54 milioni di cartelle esattoriali che attualmente giacciono nei cassetti dell'Agenzia delle Entrate.

È anche atteso un decreto sulla Pubblica amministrazione per iniziare a semplificare i meccanismi necessari ad implementare il Recovery fund. Recovery che sarà in parte riscritto (e che comunque andrà consegnato entro fine aprile). Draghi ha anche fatto sapere che si occuperà subito di scuola (lezioni in presenza, allungamento dei calendari e rafforzamento del personale docente) e giovani. Per questi ultimi sono attese misure per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro, a partire proprio dalla Pa.
 

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Il Fisco

Taglio delle tasse per favorire le assunzioni

Il Fisco sarà uno dei primi temi che il governo Draghi dovrà affrontare. Anche perché c'è da decidere immediatamente sulle 54 milioni di cartelle fiscali la cui sospensione scade il 289 febbraio. Decisione che si incrocerà con la riforma fiscale. L'intenzione sarebbe quella di procedere sulla riduzione del cosiddetto cuneo fiscale (la differenza tra costo del lavoro per l'impresa e retribuzione netta per il dipendente). Già il precedente governo si era già mosso in questo senso, in particolare a beneficio dei lavoratori con reddito annuale fino a 40 mila euro. Adesso potrebbe toccare alle imprese, con una riduzione del loro carico fiscale per i dipendenti. Poi toccherà alla riscrittura dell'Irpef, l'imposta sulle persone fisiche. Draghi ha rassicurato che non ci saranno aumenti di tasse. L'idea sarebbe quella di procedere sul riordino della tassazione delle attività inquinanti, con il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi (come lo sconto sulle accise del diesel), e su una razionalizzazione complessiva delle tax expenditures. Altro tema legato all'Irpef, riguarda il destino dei regimi di tassazione separata: dalla flat tax degli autononi, alle rendite finanziarie, passando per la cedolare secca sugli affitti.

Scuola

Aperture estive e a settembre cattedre coperte

Recuperare le lacune degli studenti, anche nel periodo estivo, e mettere in sicurezza il personale scolastico. Sono queste le prime mosse che il nuovo Governo Draghi mettere in campo per la scuola che dovrà quindi avere, per l'esecutivo, un ruolo di primo piano. Il premier incaricato infatti ha già un'idea chiara di come dovranno andare le cose nei prossimi mesi: per questo, nei primi incontri avuti con i gruppi parlamentari, ha espresso la volontà di rivedere i calendari scolastici, dell'anno in corso, prevedendo quindi una possibile proroga sulla data di chiusura delle lezioni. A scuola si potrebbe quindi andare anche fino alla fine di giugno, in caso ci fosse la necessità per gli studenti di recuperare. Un problema che si pone soprattutto lì dove le scuole sono rimaste chiuse più a lungo e la didattica a distanza, compromessa spesso da problemi di connessione e dotazioni informatiche, non ha funzionato. Sempre sulla stessa linea dovranno essere attivati corsi di recupero, per sanare i debiti del primo quadrimestre e comunque riprendere gli argomenti più critici. Parallelamente si dovrà lavorare in questi mesi per mettere a punto un piano di assunzioni, per arrivare a settembre con tutte le cattedre coperte. Ovviamente anche tramite supplenze stabili, annuali, per evitare il triste balletto dei docenti in cattedra, introvabili quest'anno anche fino a gennaio. Oltre all'aspetto didattico e organizzativo, Draghi ritiene opportuno far rientrare il personale scolastico nelle categorie con priorità per il vaccino anti-Covid.

Profilassi

 

Più personale e piattaforma digitale unica

Sta già prendendo forma il cambio di passo che il premier incaricato Mario Draghi vuole imprimere alla campagna vaccinale. Il piano dell'ex presidente della Bce, stando alle dichiarazioni dei diversi rappresentanti dei partiti che lo hanno incontrato nei giorni scorsi durante le consultazioni, prevede innanzitutto più personale per vaccinare gli italiani (magari attingendo ai volontari della Protezione Civile o alla sanità militare) e un'accelerazione sul fronte della logistica per aumentare la distribuzione nelle Regioni (in cui per dire sono arrivate le prime 249mila dosi di Astrazeneca destinate agli under 55 ma ieri mattina non erano ancora partite le inoculazioni). Non solo. Draghi ha anche in mente di ridefinire le categorie di priorità, vaccinando da subito insegnanti e personale scolastico in modo da far riprendere in presenza ed in sicurezza le scuole fino alla fine di giugno (per gli studenti screening a tappeto invece). Inoltre, a quanto emerso dalle consultazioni, l'idea di una centralizzazione della logistica passa anche per la creazione di una piattaforma digitale che consenta davvero di verificare in tempo reale l'andamento delle vaccinazioni e un call center per le prenotazioni.

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