Pd, corsa alla segreteria. Bonaccini e Nardella: «Noi in campo per vincere». Domani l'annuncio di Elly Schlein

Il governatore dell'Emilia Romagna da Firenze ufficializza il tandem con il sindaco del capoluogo toscano

Pd, corsa alla segreteria. Bonaccini e Nardella: «Noi in campo per vincere». Domani l'annuncio di Elly Schlein
di Andrea Bulleri
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Sabato 3 Dicembre 2022, 18:03

Entra nel vivo la corsa verso la segreteria del Pd. Perché se una candidata leader è già in campo (Paola De Micheli, ex ministra delle Infrastrutture del governo Conte II), e un'altra romperà definitivamente gli indugi domani (Elly Schlein, che ha dato appuntamento ai suoi sostenitori per domenica mattina al Monk di Roma, quartiere Portonaccio), a scaldare i motori in un fine settimana "bollente" per i dem c'è anche il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Che da Firenze, al Teatro del Sale, ufficializza il tandem con il sindaco del capoluogo toscano, Dario Nardella. E annuncia il via a un tour «in più di cento città italiane», che partirà sabato prossimo da Bari, per concludersi alla vigilia delle primarie, in calendario per il 19 febbraio. 

Pd, Bonaccini: la gente non ne può più delle risse tra di no

Pd, la corsa alla segreteria

«Tra cinque anni vogliamo tornare a portare il Pd al governo del Paese - lancia la sfida il presidente emiliano dem -  Abbiamo bisogno di un partito mai populista, ma certamente più popolare di oggi». Un Pd in grado, insomma, di  «far capire cosa succede alla gente», impresa in cui una parte dell'attuale dirigenza «fa fatica»: ecco perché, sottolinea Bonaccini, «si deve partire dai territori, dagli amministratori locali». Sindaci come Dario Nardella, che  guiderà la mozione congressuale del governatore. E che alla sfida ci crede davvero: «Sono convinto - dice il primo cittadino di Firenze - che sapremo costruire una squadra vincente, perché vogliamo vincere. Il mio sostegno alla candidatura di Bonaccini - aggiunge Nardella, che fino a qualche settimana fa aveva accarezzato l'idea di scendere in campo da protagonista salvo poi rinunciare - è per coerenza: i nostri destini vengono dopo il lavoro necessario sulla costruzione di un nuovo progetto». 

A chi gli appiccica addosso l'etichetta di "renziano", Bonaccini risponde così: «Non voglio essere il candidato di alcune correnti. Il Pd va smontato e rimontato e non dobbiamo farci chiamare con il cognome di qualcun altro. C'è la necessità di una pluralità di forze», avverte. Poi invoca l'unità del partito, comunque avdano le primarie: «Chiunque vinca deve pretendere che gli altri diano una mano. Ci si toglie le magliette di schieramento e si mette la maglietta del partito. Io farò così, se non toccherà a me».

LA MOSSA

Una mossa, quella del duo di amministratori dem, che precede di qualche ora la discesa in campo (ormai  confermata tra le righe anche dalla diretta interessata) della sfidante più accreditata di Bonaccini: Elly Schlein, 37 anni, ex europarlamentare e neodeputata dem, paladina dei diritti civili e promotrice (nel 2013) della protesta di #OccupyPd. Schlein annuncerà la corsa al Nazareno domani, al Monk di Portonaccio. Ma di fatto già ieri, dagli studi di La7, aveva confermato di essere in campo: «Darò la mia disponibilità ad andare avanti nel percorso congressuale», la formula un po' criptica utilizzata. I nastri di partenza verso le primarie, insomma, si vanno completanto. Con un unico pretendente alla segreteria ancora in forse: il sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Su di lui, stando ai rumors, potrebbe convergere un pezzo importante dell'ala sinistra dem, poco convinta dal profilo di Schlein (vissuta come una candidata "estranea" ai dem, a cui non è formalmente iscritta). Ricci, intanto, ha annunciato una conventiona a Roma per il 16 dicembre. Ed è a quel punto che le tessere del puzzle potrebbero essere tutte al loro posto. 

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