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Ivan Vavassori scomparso, chi è l'ex calciatore figlio adottivo di Alessandra Sgarella che si è arruolato con l'esercito ucraino

Nato in Russia, si era arruolato con l'Ucraina per combatterla. Dal 2017 aveva chiuso con il calcio

Ivan Vavassori scomparso, chi è l'ex calciatore figlio adottivo di Alessandra Sgarella che si è arruolato con l'esercito ucraino
3 Minuti di Lettura
Lunedì 25 Aprile 2022, 15:53

Da ieri non si hanno più notizie di Ivan Luca Vavassori, il 29enne ex portiere di Pro Patria, Legnano e Bra, che si era arruolato nell'esercito ucraino come volontario nelle brigate internazionali. L'allarme su Instagram e Facebook. «Ci dispiace informarvi - scrivono i gestori delle pagine social - che la scorsa notte durante la ritirata di alcuni feriti in un attacco a Mariupol, due convogli sono stati distrutti dall'esercito russo. In uno di questi c'era forse anche Ivan, insieme col 4° Reggimento. Stiamo provando a capire se ci sono sopravvissuti».

Chi è Ivan Vavassori

Vavassori è nato il 20 aprile 1992 a Elektrostal in Russia, ed è stato adottato da una famiglia piemontese. È il figlio adottivo di Pietro Vavassori, titolare dell'Italsempione, azienda della logistica, e di Alessandra Sgarella, sequestrata dalla 'ndrangheta nel 1997 e morta nel 2011 di malattia. Su Instagram si descrive così: “guerriero del Signore”, “italiano”, “duro di testa e difficile da gestore”, “sportivo”. Nella sua carriera calcistica da portiere è arrivato a giocare da professionista in Serie C con Legnano, Pro Patria e Bra, e ha un’esperienza sportiva anche in Bolivia con il Real Santa Cruz. Dal 2017 aveva appeso gli scarpini al chiodo e quest'anno ha deciso di unirsi all'esercito ucraino per combattere la Russia, sua nazione d'origine.

 

L'ultimo post

Vavassori pubblicava spesso sui social, per raccontare le sue giornate in Ucraina. L'ultimo post TikTok risale al 25 marzo scorso: «Buongiorno a tutti era molto che non pubblicavo un video in spagnolo. Per chi non ha capito il video di prima, siamo in Ucraina abbiamo fatto due missioni importanti per recuperare degli strumenti radio e uno strumento utile per la difesa aerea ucraina», le sue parole.

«Ora abbiamo deciso con la mia squadra di fare un altro lavoro perchè in 3 settimane non abbiamo fatto quello che volevamo -  continua l'ex calciatore italiano scomparso -. Noi vorremmo aiutare molto, siamo qui per aiutare e lo abbiamo fatto ma solo due missioni in 3 settimane è poco. Vogliamo fare di più abbiamo parlato con il comandante in capo che ci ha detto che non siamo riconosciuti come esercito ucraino ma solo come Black Opsa e quindi dobbiamo fare noi soli senza poterci fare aiutare da altri. Per questo abbiamo deciso ieri di prendere tutti i nostri strumenti e andare dietro le linee nemiche dove cercheremo di recuperare persone che hanno bisogno di aiuto per poi portarli in luoghi sicuri. Sarà molto pericoloso perchè non avremo comunicazione, non abbiamo un buon equipaggiamento per fare questa cosa ma lo proveremo con ciò cche abbiamo e speriamo che vada bene e questo non è un addio,  è un a presto e scriverò e pubblicherò il prima possibile. Grazie a tutti per seguirmi e chiedermi in formazioni. A presto».

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