Giuseppe Di Tommaso, Matano: «Se un inviato salva una vita, giornalismo si fa sul campo»

Giuseppe Di Tommaso, Matano: «Se un inviato salva una vita, giornalismo si fa sul campo»
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 23 Giugno 2021, 16:58 - Ultimo aggiornamento: 18:03

«Oggi un inviato ha salvato una vita, quella di un bambino, Nicola, stavamo quasi perdendo le speranze. La conferma, di quanto sia importante essere sul campo, lavorare in modo scrupoloso, avere un occhio vigile. Io sono solo il capo di una stazione dove passano i treni ad alta velocità rappresentati dai miei inviati grandi professionisti». Alberto Matano conduttore e responsabile del programma La Vita in diretta commenta così il ritrovamento di Nicola il bimbo di due anni scomparso dalla sua casa a Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze, individuato da Giuseppe Di Tommaso, storico inviato del suo programma in onda tutti in giorni su Rai1.

Nicola ritrovato sul Mugello, dal mistero dei sandali alle 9 ore senza dare l'allarme: tutti i punti da chiarire

Ma come è andata? «Questa mattina mi ha chiamato al telefono Giuseppe, tra l'altro era appena rientrato a lavoro dopo un intervento, gli avevo chiesto un ultimo sforzo sono gli ultimi giorni, conoscendo proprio la sua scrupolosità per questo caso delicato e importante. Quindi al telefono questa mattina, pensavo a una normale chiamata per coordinarci, invece la sorpresa, 'Alberto: è vivo, è vivo'. Poi mi ha spiegato la dinamica». L'inviato de La Vita in Diretta conferma Matano aveva deciso di camminare a piedi immaginando che tipo di strada poteva aver percorso il bambino.

 

Il bimbo sul fondo di una scarpata

«Ecco - prosegue Matano - sono le regole, l'Abc, che per forza di cose in questo periodo di smartworking, durante il lockdown abbiamo allentato, impossibilitati. Io invece in tutto questo anno ho sempre voluto essere nei luoghi anche difficili, sempre mantenendo comunque un tono asciutto, per la narrazione dei fatti, le sole indicazioni agli inviati alla redazione tutti grandissimi professionisti, più che altro avendo fatto questo per 22 anni, quindi mantenendo un dialogo. Tommaso, ho rivisto le immagini, ha chiamato il bambino per nome e lui ha risposto invocando sua mamma. Il bambino si trovava sul fondo di una scarpata in mezzo a una sterpaglia di rovi e per lui era impossibile raggiungerlo. A quel punto - prosegue Matano- non prendendo il telefono Tommaso è corso indietro, ha chiamato i carabinieri e li ha aiutati a tirarlo fuori dalla scarpata. Poi è esplosa la gioia, l'emozione, la commozione. Noi tutti in redazione stiamo vivendo una giornata indimenticabile, unica. La telefonata più bella della mia vita, la conferma, di un grande lavoro di redazione, quasi 200 puntate, oggi è la numero 197. Il senso della missione di servizio pubblico, del fare questo lavoro con rigore rispetto, una piccola ricompensa, grazie a tutti. Ma le lacrime sono tutte di gioia questa volta per il piccolo Nicola».

 

«La possibilità di aver aiutato non solo con il racconto ma proprio fisicamente una vita, aver restituito il bambino alle braccia della sua famiglia è qualcosa di indescrivibile.- Racconta Giuseppe Di Tommaso a La vita in diretta dopo il video esclusivo del momento del salvataggio - Devo ringraziare anche i carabinieri che mi hanno creduto subito e sono intervenuti tempestivamente. C'è stata un'efficace collaborazione tra comunità e Forze dell'ordine al momento delle ricerche». Anche se inizialmente quel lamento sembrava il lamento di un capriolo, una volta trasformatosi in 'mamma' non ci sono stati più dubbi. Quella parola lo ha salvato. Le dimissioni di Nicola sono previste per domani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA