I Cugini di Campagna: «Sanremo? Ci provavamo da anni. La serata finale il giorno del nostro compleanno»

Parla Ivano Michetti: "Non so quante volte ci abbiamo provato"

Cugini di Campagna: «Per vederci all Ariston ci sono voluti 50 anni»
di Mattia Marzi
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Lunedì 5 Dicembre 2022, 00:17 - Ultimo aggiornamento: 08:37

Non ci credono neppure loro: «Ho avuto quasi un collasso. Sa, ormai ho una certa età», dice dall’altra parte del telefono Ivano, leader dei Cugini di Campagna, cinque minuti dopo aver scoperto al Tg1 che Amadeus ha voluto la sua band tra i big in gara al Festival di Sanremo 2023. Per i gemelli Ivano e Silvano Michetti, i due componenti storici del popolare quartetto romano (oggi composto insieme ai cantanti e tastieristi Nick Luciani e Tiziano Leonardi), il sogno di una vita è diventato realtà: «Debuttare a 75 anni all’Ariston è un’emozione incredibile: questa storia ha dell’assurdo».

Giorgia a Sanremo 2023: «Mio figlio ha detto che tiferà per un altro cantante... so' soddisfazioni!»

Come comincia?

«Con l’ennesimo tentativo di partecipare al Festival, mesi fa. Non so quante volte ci abbiamo provato negli anni: “Non abbiamo nulla da perdere”, ci siamo detti».

Poi cos’è successo?

«Quando sono cominciati ad uscire i primi toto-nomi e noi non c’eravamo pensavamo di essere rimasti fuori anche a questo giro. Ho acceso la tv per curiosità. E perché in fondo un po’ ancora ci speravamo: per poco non svengo».

Amadeus non vi aveva detto niente?

«Zero. Ci ha colti alla sprovvista. In questa vicenda ci sono delle coincidenze strane».

Quali?

«Sarà il 73esimo Festival. E il ‘73 è l’anno di Anima mia. Avevamo inciso già qualche singolo, come Il ballo di Peppe, la sigla di Alto gradimento di Arbore, ma non si vedeva una lira. Mio padre, che ricavava blocchetti di tufo dalle cave intorno a Roma, mi disse: “Se non svoltate, vieni a lavorare in cantiere”. Anima mia vendette 50 milioni di copie in tutto il mondo».

Altre coincidenze?

«Il Festival finirà l’11 febbraio: è il giorno del nostro compleanno. Io e Silvano faremo 76 anni sul palco».
Nella serata delle cover tutti si aspettano la vostra versione di “Zitti e buoni” dei Maneskin, lo sapete?
«Ne parleremo con Amadeus. Loro ci copiano i vestiti, noi suoniamo la loro canzone. Li invidio perché la somma della loro età corrisponde quasi alla mia (ride)».

Lazza, Madame, Ariete, Lda: quanti ne conosce, dei giovanissimi in gara insieme a voi?

«Nessuno. Conosco solo Ultimo: viene da San Basilio come noi. E Giorgia, perché negli Anni ’60 suonavamo negli scantinati insieme al papà, il grande Giulio Todrani».

Il brano come si intitola?

«Non possiamo dirlo. È un pezzo in puro stile Cugini di Campagna, ma nei suoni strizza l’occhio alla contemporaneità».

Non è che puntate a vincerlo, questo Festival?

«Sarebbe clamoroso. Ma per noi è già una vittoria esserci».

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