DIETA

Metti in tavola la felicità

Mercoledì 10 Dicembre 2014
ALIMENTAZIONE
LONDRA
La felicità vien mangiando. Basta che si tratti dei cibi giusti. Recenti studi hanno dimostrato che quello che si mette in tavola influisce moltissimo sul nostro umore, facendoci sentire carichi e positivi o giù di corda e inclini alla depressione. L'ultimo studio, del Kings' College di Londra, conclude che un buon apporto giornaliero di grassi Omega 3 (contenuti per esempio in sardine e sgombri), difende dalla tristezza. Bastano due settimane di grassi buoni (magari assunti con integratori) per ridurre del 10% il rischio di depressione.
Altro cibo alleato del buon umore è la curcuma. La sua componente, la curcumina, aumenta i livelli di produzione di serotonina e dopamina. Una ricerca della Murdoch University di Perth in Australia ha scoperto che assumere 500 grammi di estratto di curcuma due volte alla settimana per otto settimane può migliorare sensibilmente i problemi legati all'umore.
IL TRIPTOFANO
Anche frutta e verdura sono alleati del sorriso, dice una ricerca pubblicata sul British Journal of Health Psychology che ha trovato una correlazione tra la quantità di mele, pere e uva consumati in un giorno e l'umore positivo del giorno successivo. Il motivo però non è chiaro. Ma potrebbe essere psicologico. «Se si fa il tentativo di mangiare in modo sano e ci si accorge che non è poi così difficile ci si sente meglio. E si è contenti di non essersi ingozzati di patatine e cioccolato», spiega al Daily Telegraph la psicologa Dearbhla McCullough.
Nel reparto carne, invece, scegliete il tacchino, una delle migliori fonti di triptofano, un aminoacido essenziale che il nostro organismo converte in serotonina, il cosiddetto ormone della felicità. Per questo è raccomandato farsi una buona scorpacciata di triptofano, che si trova anche in uova e pollo.
Un posto a parte meritano i frutti di bosco, fragole, mirtilli e lamponi. Gli scienziati dell'Istituto Torrey Pines per gli studi molecolari in Florida hanno scoperto che contengono componenti chimiche simili in struttura a quelle dell'acido valproico, usato nei farmaci per stabilizzare l'umore. Il tè ha proprietà simili.
Anche tutti i tipi di noci e di semi sono un bonus per il sorriso. Il loro segreto è il selenio, che carica l'umore. Le migliori sono le noci brasiliane, che oltre a essere preziose fonti di energia, contengono un'alta quantità di selenio. Ne bastano sei al giorno per farci sentire ottimisti. Anche i semi di chia e di lino hanno ottime proprietà.
NIENTE BRIOCHE
Nell'elenco dei cibi della felicità non poteva mancare il cioccolato (ma solo fondente), che grazie a teobromina e feniletilamina aiuta ad affrontare gli stress emotivi. Secondo l'American Chemical Society mangiare 25 grammi di cioccolato al giorno per due settimane riduce sensibilmente i livelli degli ormoni dello stress.
A colazione invece dimenticate cappuccio e brioche e convertitevi al porridge (se vivete in Gran Bretagana). L'avena è ricca di L-tirosina, aminoacido componente importante della dopamina. Inoltre aiuta a stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue. Stessi benefici portano anche il cacao e le alghe. Gli amanti del caffè non temano. Dai due ai quattro al giorno riducono la depressione e il rischio di suicidio del 50%, sostiene uno studio della Harvard School of Public Health. Ma attenzione, più di sei tazze giornaliere aumentano l'ansia. Infine rifornite il frigo di yogurt. I probiotici (o batteri buoni) che contiene riducono l'attività delle aree del cervello associate a emozioni negative e dolore.
CIBI INTEGRALI
La dieta della felicità funziona anche al contrario. Perché ci sono cibi che influenzano l'umore in modo negativo. Sfortunatamente rientrano in questa categoria hamburger, pizza e bomboloni. Chi consuma fast food e dolci raffinati e "processati" ha un rischio maggiore del 51% di cadere in depressione rispetto a chi adotta una dieta più sana, dice uno studio delle università di Gran Canaria e Granada. La colpa è del tipo di grasso che viene usato per lavorare questi prodotti. Da cancellare anche le bibite dietetiche e, purtroppo per chi segue la dieta mediterranea, pure pasta e pane non integrali perché contengono carboidrati "cattivi", quelli raffinati.
Infine è da sfatare il mito dell'alcol come affoga-dispiaceri. L'università di Chicago ha scoperto che sì, una sbronza può diminuire lo stress, ma estende l'esperienza negativa dell'evento che lo stress lo ha causato. Come a dire che più si beve più ci si sente tristi.
Deborah Ameri
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