Latina, la morte di Giuseppe Di Dona, l'infermiere tornava dal turno all'Umberto I di Roma

Latina, la morte di Giuseppe Di Dona, l'infermiere tornava dal turno all'Umberto I di Roma
di Stefania Belmonte
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Lunedì 29 Marzo 2021, 05:16 - Ultimo aggiornamento: 12:25

Uno schianto terribile ha interrotto il silenzio della sera di sabato, nelle campagne della località Chiesuola. Erano circa le 21,40 quando Giuseppe Di Dona, infermiere di 57 anni, è uscito fuori strada, mentre percorreva Via Chiesuola nel tratto compreso tra l'Appia e l'incrocio con Via Congiunte Destre, finendo in un canale e urtando contro il ponticello di un'abitazione all'altezza del civico 123. Alcuni residenti sono usciti di casa e hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Per l'uomo però era già troppo tardi, probabilmente è morto sul colpo: quando l'ambulanza del 118 è arrivata le sue condizioni erano disperate, il personale sanitario ha tentato di rianimarlo ma purtroppo senza il risultato sperato.


Giuseppe Di Dona avrebbe compiuto 58 anni il prossimo 4 ottobre. Era un infermiere del policlinico Umberto I di Roma: qui fino al 2018 aveva lavorato nel reparto Trapianti mentre ora prestava servizio nel reparto di Chirurgia generale, nella seconda clinica chirurgica; era un pendolare e quando è rimasto coinvolto nell'incidente era appena sceso dal treno e stava tornando a casa dopo un turno di lavoro in ospedale, da dove aveva staccato alle 20. Era originario di Villa Literno, in Campania, ma risiedeva da anni a Latina, in Via Quieto, una zona residenziale compresa tra Via Piave e Via Torre La Felce a metà tra la campagna e la città. Altri dieci minuti di strada e sarebbe arrivato, ma ci si è messo di mezzo il destino.


IL RICORDO DEI COLLEGHI
Il 57enne lascia due figli; dai colleghi del policlinico di Roma viene descritto come una persona molto dedita alla famiglia, solare e simpatica, aveva sempre la battuta pronta e scherzava con tutti; era un uomo buono, un gran lavoratore e anche professionalmente era apprezzato da medici e infermieri.
Secondo una prima ipotesi, l'incidente sarebbe avvenuto per una tragica fatalità: l'infermiere avrebbe perso il controllo dell'automobile, ma il perché non è ancora chiaro. L'urto è stato molto violento, sull'asfalto non sono stati rilevati segni di frenata. Per estrarre l'uomo dall'abitacolo, all'interno del quale era rimasto incastrato, è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Latina: gli airbag del Fiat Doblò erano esplosi e il cinquantasettenne era riverso sul sedile anteriore, privo di vita.
L'esatta dinamica dell'incidente è comunque ancora al vaglio dei carabinieri di Latina che hanno effettuato i rilievi: del caso si stanno occupando i militari della stazione di Borgo Podgora; non si esclude al momento nessuna ipotesi, nemmeno quella del malore: il corpo della vittima è infatti stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso.

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