Orari ridotti e linee soppresse il Centro perde i bus elettrici

Orari ridotti e linee soppresse il Centro perde i bus elettrici
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Mercoledì 17 Settembre 2014, 06:05

IL CASO
«Una sola cosa a Roma funzionava e anche bene: i minibus elettrici che attraversavano il centro consentendo a tutti di collegarsi con il resto della città senza utilizzare la propria auto. E tra questi il 117 effettuava l'unico collegamento con l'ospedale San Giovanni». I residenti del centro storico sono sul piede di guerra: corse ridotte e percorsi più brevi per le navette ecologiche «rendono la vita più complicata».
«È stato deciso tutto in silenzio senza informare i cittadini, persino i consiglieri del I Municipio ne sono venuti a conoscenza a fatto compiuto - si sfoga Adriana Mancini - Non è un piccolo problema perché colpisce una vasta fascia di residenti che da tempo cercano di far capire che nei paesi civili le pedonalizzazioni vengono precedute da una capillare organizzazione del servizio pubblico, ed ora la risposta è arrivata esattamente contraria alle loro richieste». Dal 15 settembre, infatti, metà percorso della linea 117 è stato soppresso e delle altre linee gli orari ridotti: «Non ci sono più batterie per i mezzi e nessuno ha deciso di ricomprarle o ricaricarle. E così è stato più semplice eliminare direttamente i minibus - sottolinea Nathalie Naim, consigliere del I Municipio - Il tratto soppresso è quello che va da Monti (Fori Imperiali) a San Giovanni. E' stato lasciato solo il tratto da Fori Imperiali a Piazza del Popolo ed è stato ridotto l'orario. Soppresso anche il minibus elettrico 119 che faceva il percorso piazza del Popolo-Largo Argentina e che era utilizzatissimo». La decisione: «È stata presa da Comune e Atac dieci giorni fa - continua Naim - per ovviare al problema della progressiva diminuzione dei veicoli, è stato scelto di passare i mezzi rimasti alla linea 116 che porta dal Gianicolo a Villa Borghese e alla riesumazione della linea 125 a Trastevere, soppressa pochi mesi fa perché ritenuta non necessaria». I problemi legati alle batterie e alla loro mancata sostituzione (nonostante la scissione del contratto a maggio con il fornitore dei servizi di manutenzione), non sono stati superati. «Anzi risulterebbero aggravati», dice la Naim. «Questa scelta è in totale contraddizione con i provvedimenti intrapresi dal Comune per la riduzione della mobilità privata - conclude - chiusura dei Fori e di Piazza di Spagna e l'aumento abnorme del permesso ztl. L'intero percorso e gli orari del 117 vanno subito riattivati e l'azienda deve al più presto comprare tutte le batterie necessarie».
Elena Panarella
elena.panarella@ilmessaggero.it
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