MIGRANTI

I miliziani si addestravano per uccidere Obama, Clinton e Soros

Martedì 23 Aprile 2019 di Anna Guaita
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NEW YORK – I membri della milizia “United Constitutional Patriots” si stavano addestrando con l’intento di portare a compimento alcuni omicidi eccellenti. Nel loro mirino c’erano l’ex presidente Barack Obana, l’ex segretaria di Stato Hillary Clinton e il miliardario democratico George Soros. E’ stato lo stesso capo della milizia, Larry Mitchell Hopkins, a rivelarlo all’Fbi. La confessione è venuta a galla quando Hopkins è comparso davanti al giudice lunedì, per rispondere dell’accusa di porto d’armi illegale. Hopkins è un pregiudicato, che è stato in prigione già tre volte, e in quanto tale non ha il diritto di possedere armi, tantomeno i fucili d’assalto Ak47 di cui il suo gruppo è largamente fornito.

I “Patriots” sono sorti agli onori della cronaca per aver fermato al confine con il Messico centinaia di migranti. Il gruppo pattuglia il confine, e sostiene di voler solo aiutare gli agenti del “Border Patrol”, il corpo preposto alla sicurezza della frontiera. Ma video trapelati sui social hanno dimostrato che i miliziani fingono di essere agenti federali, fermano i migranti con l’intimidazione, agitando le loro armi e talvolta anche puntandogliele addosso. Un comportamento aggressivo che – va detto – gli agenti del Border Patrol molto raramente usano, soprattutto da quando una maggioranza di quasi il 70 per cento dei migranti è rappresentata da famiglie, in genere donne con bambini.

Ci sono varie milizie private che lungo il confine meridionale degli Usa offrono ai federali l’aiuto (non richiesto) di fermare i migranti e obbligarli a star seduti in attesa che arrivino le autorità. Gli “United Constitutional Patriots” sono dislocati nel Nuovo Messico già da vari mesi e sostengono di aver “fermato” 5.600 migranti. Ma solo quando sono finiti nel mirino dei media per le loro tattiche, ed è esploso un coro di proteste di organizzazioni dei diritti civili e della stessa governatrice del Nuovo Messico, Michelle Lujan Grisham, l’Fbi ha arrestato Hopkins. E quando lunedì il 69enne miliziano è comparso in aula, dalle carti processuali è venuto fuori che aveva confessato all’Fbi che insieme ai suoi miliziani si era addestrato per effettuare “esecuzioni” di alcuni politici, giudicati colpevoli di aver sostenuto il movimento “Antifa” (una collezione di vari gruppi militanti antifascisti, alcuni accusati di far ricorso anche a metodi violenti).

Le minacce contro gli esponenti di punta del partito democratico sono aumentate da quando è presidente Donald Trump. Sono molti a sostenere che i toni sopra le righe spesso adottati dal presidente non fanno che surriscaldare l’atmosfera nel Paese, aumentando i rischi. Lo scorso ottobre, a poche settimane dalle elezioni di metà mandato, un acceso sostenitore di Trump, il 56enne Cesar Sayoc, ha inviato bombe rudimentali all’ufficio di Obama, di Hillary e Bill Clinton, alla Cnn e a George Soros. Non ci sono state vittime grazie al fatto che i servizi di sicurezza hanno intercettato gli esplosivi e li hanno deattivati.


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