Sindaco condannato per stupro continua ad amministrare la sua città dal carcere, esplode la polemica

Sindaco condannato per stupro continua ad amministrare la sua città dal carcere, esplode la polemica
di Riccardo De Palo
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Domenica 25 Aprile 2021, 11:47

Ha causato una valanga di proteste, da parte di diverse associazioni femministe, il caso di un sindaco francese condannato e incarcerato per stupro, che dalla sua cella continua ad amministrare la città in cui è stato eletto. 

Georges Tron, 63 anni, era stato anche ministro durante uno dei governi della presidenza di Nicolas Sarkozy. Lo scorso febbraio, era stato condannato a cinque anni di prigione, due dei quali “sospesi”: la corte aveva riconosciuto l’aggravante del “vincolo morale” che avrebbe dovuto osservare nei confronti della sua giovane impiegata del comune di Draveil, a sud di Parigi. 

Tron, riferisce il Guardian in un ampio reportage, si è sempre dichiarato innocente e ha fatto ricorso presso la corte suprema. Non solo. Dalla sua cella, il sindaco ha rifiutato di lasciare l’incarico e ha continuato ad amministrare la sua città, che conta trentamila abitanti, scrivendo lettere al suo staff e descrivendo il suo status di detenuto come un semplice “impedimento”.

Così, questa settimana il consiglio municipale si è aperto in maniera surreale, con un membro dello staff di Tron che legegva una lettera del sindaco, con le sue direttive per il budget municipale. Lo show non richiesto ha provocato reazioni di sconcerto e di rabbia, da parte dell’opposizione. Gabrielle Boeri-Charles, eletta con Transition Démocratique, Écologique et Sociale, ha dichiarato che Tron non possiede più “l’autorità morale” di amministrare la città. Molte donne sono scese in piazza, scandendo slogan contro il sindaco, il cui rifiuto di dimettersi è stato definito “scandaloso” e “ripugnante”.

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Una raccolta di firme per impedire a Tron di ricoprire la carica è stata lanciata online dalle associazioni “Osez le Féminisme” e dall’”European Association Against Violence Against Women at Work” (AVFT), in cui si definisce “inconcepibile” che un uomo condannato a una pena detentiva per stupro possa ancora dirigere un comune e controllare la sua forza di polizia locale.  “Nous Toutes”, un altro gruppo contro la violenza sulle donne, ha chiesto al primo ministro, Jean Castex: “Che cosa stai aspettando?”

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Il governo, per quanto possa apparire incredibile, ha rifiutato di intervenire sulla questione. In Senato, il caso ha provocato un duro intervento della socialista Laurence Rossignol. Ma Éric Dupond-Moretti, il ministro della giustizia che è anche un importante avvocato penalista, ha detto che sarebbe “”un’eresia” chiedere al governo di intervenire, per via del procedimento di appello ancora pendente. Ma Rossignol ha subito sottolineato che Dupond-Moretti è stato il difensore di Tron nel 2018, quando è iniziato il primo processo a suo carico. E questo, ha aggiunto, avebbe dovuto suggerire al governo di evitare di incaricarlo di rispondere alla mozione in Senato. Il ministro, ha sostenuto la senatrice, è un uomo che ha accusato delle donne di mentire durante il processo, e che ora chiede di garantire la presunzione di innocenza del suo ex assistito fino alla fine del procedimento. Il governo, ha incalzato Rossignol, ha il potere di rimuovere il sindaco  dal suo incarico.

Tron era stato assolto nel corso del primo processo, in cui era accusato di violenza sessuale da due donne del suo staff. Nel corso dell’appello, era invece stato riconosciuto colpevole di uno degli stessi casi di stupro di cui era stato accusato, e che risalgono agli anni 2007 e 2010. Dopo il verdetto, il comune aveva fatto sapere con un comunicato che Tron rifiutava di dimettersi e che avrebbe continuato a combattere dalla sua cella per “provare la sua innocenza”.

Il caso esplose dopo quello di Dominique Strauss-Kahn, accusato di avere stuprato una donna in un hotel di New York, nel maggio del 2011, e diventò subito un procedimento simbolo della lotta contro gli strapoteri dei politici e la violenza contro le donne. Malgrado le campagne di protesta, molti cittadini di Draveil credono ancora nell’innocenza di Tron. Tanto che, l’anno scorso, l’hanno rieletto per la quinta volta. Innescando uno scontro senza precedenti.

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