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Putin, l'articolo del 2021 che teorizzava la guerra in Ucraina. Yatsenyuk: «È il suo Mein Kampf»

Teoria, riflessi propagandistici e il tentativo di giustificazione storica di un atto aberrante che sarebbe avvenuto meno di un anno dopo

Putin, l'articolo del 2021 che teorizzava la guerra in Ucraina. Yatsenyuk: «È il suo Mein Kampf»
5 Minuti di Lettura
Sabato 9 Aprile 2022, 19:08 - Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 09:44

«I Russi e gli Ucraini sono un solo popolo, un singolo tutto»; la Russia «non è mai stata e mai sarà anti-Ucraina e quello che l’Ucraina sarà è nelle mani dei suoi cittadini deciderlo». Sono rispettivamente la prima e l'ultima riga di un lungo articolo che Vladimir Putin ha pubblicato il 12 luglio del 2021. Teoria, riflessi propagandistici e il tentativo di giustificazione storica di un atto aberrante che sarebbe avvenuto meno di un anno dopo. Putin, nel testo, si è basato essenzialmente sui diritti ancestrali che la Russia ha sull’Ucraina e la Bielorussia, si è dilungato in quest’ottica sul “popolo triuno” costituito da Grandi Russi (i russi), Piccoli Russi (gli ucraini) e i Bielorussi, propugnando il ritorno a un impero a metà tra quello zarista e quello stalinista. Si è dilungato senza limiti su questi temi, e alla fine si è dedicato ad aspetti come quelli del Granducato di Lituania o della cristianità ortodossa nel XVII secolo. Infine la Nato. C'è tutto, c'era già tutto. Con toni aspri l'ex primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk l'ha definito il «Mein Kampf» dello Zar. 

L'articolo

«Durante la recente Linea Diretta, quando mi è stato chiesto delle relazioni russo-ucraine, ho detto che russi e ucraini sono un unico popolo – un unico insieme. Queste parole non sono state dettate da considerazioni a breve termine o dal contesto politico attuale. È ciò che ho detto in numerose occasioni e ciò che credo fermamente. Sento quindi la necessità di spiegare in dettaglio la mia posizione e di condividere le mie valutazioni sulla situazione odierna. Prima di tutto, vorrei sottolineare che il muro che è emerso negli ultimi anni tra la Russia e l’Ucraina, tra le parti di quello che è essenzialmente lo stesso spazio storico e spirituale, a mio avviso è la nostra grande disgrazia e tragedia comune», si legge nel primo paragrafo del testo. 

«Russi, ucraini e bielorussi sono tutti discendenti dell’antica Rus’, che era il più grande stato in Europa. Le tribù slave e le altre tribù in tutto il vasto territorio – da Ladoga, Novgorod e Pskov a Kiev e Chernigov – erano legate insieme da una lingua (che oggi chiamiamo vecchio russo), da legami economici, dal dominio dei principi della dinastia Rurik e – dopo il battesimo della Rus’ – dalla fede ortodossa. La scelta spirituale di San Vladimir, che era sia principe di Novgorod che gran principe di Kiev, determina ancora oggi in gran parte la nostra affinità».

L'Impero

Usando sempre il termine Impero Russo, Putin aggiunge che dopo lo smembramento dello stato polacco-lituano la Russia ha riguadagnato la parte occidentale delle sue vecchie province. E qui comincia una lunga accusa alla Polonia di aver utilizzato l’Ucraina per ottenerne tutte le risorse economiche, dimenticando quanto scritto da lui stesso in merito all’adesione al cattolicesimo di quella parte d’Europa. Accusa poi l’élite polacca di aver separato l’Ucraina dalla Russia. In sostanza, l’Ucraina non avrebbe una identità perché quella cattolica sarebbe stata frutto di oppressione e di coercizione. «Il nome “Ucraina” era usato più spesso nel significato della parola russa antica “okraina” (periferia), che si trova in fonti scritte del XII secolo, riferendosi a vari territori di confine. E la parola “ucraino”, a giudicare dai documenti d’archivio, si riferiva originariamente alle guardie di frontiera che proteggevano i confini esterni».

 

Russia “moderna”

Segue la storia dell'Urss, delle diverse tribolazioni e dei rapporti difficili con l'Occidente. Ecco poi l'ultimo paragrafo, prodromo, più degli altri passaggi, di una svolta nella relazione con l'Ucraina. «Sono sicuro che la vera sovranità dell’Ucraina è possibile solo in collaborazione con la Russia. I nostri legami spirituali, umani e di civiltà si sono formati per secoli e hanno le loro origini nelle stesse fonti, sono stati induriti da prove, conquiste e vittorie comuni. La nostra parentela è stata trasmessa di generazione in generazione. È nei cuori e nella memoria delle persone che vivono nella Russia moderna e in Ucraina, nei legami di sangue che uniscono milioni delle nostre famiglie. Insieme siamo sempre stati e saremo molte volte più forti e di successo. Perché siamo un solo popolo. Oggi, queste parole possono essere percepite da alcune persone con ostilità. Possono essere interpretate in molti modi possibili. Eppure, molte persone mi ascolteranno. E dirò una cosa – la Russia non è mai stata e non sarà mai “anti-Ucraina”. E cosa sarà l’Ucraina – spetta ai suoi cittadini decidere».

di Alessandro Strabioli

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