Oligarchi russi “incastrati” dai social di figlie e amanti: le foto usate per tracciare yacht e ville

La caccia ai miliardari? Si fa grazie alle immagini postate da yacht e ville di lusso. Twitter galeotto per la figliastra di Lavrov: addio vita da sogno (in incognito) a Londra

Oligarchi russi, le foto di mogli e figlie usate per risalire agli yacht da congelare: la vita da influencer dei super ricchi che si ritorce contro
di Leo Fossataro
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Mercoledì 30 Marzo 2022, 10:15 - Ultimo aggiornamento: 31 Marzo, 06:32

Nulla è più innaturale dell’ovvio. E per questo, forse può far strano sapere che per sanzionare gli oligarchi russi i governi dei Paesi occidentali hanno lavorato anche con i social. Eppure è andata proprio così. Perché per risalire ai tantissimi beni mobili e immobili del gruppo di magnati vicini a Putin, gli investigatori si sono dovuti attaccare a tutto. Anche alle foto pubblicate su Instagram, Facebook e Vkontakte (il social network di riferimento in Russia) da mogli, fidanzate, amanti e figli dell’oligarca di turno. «Per essere un’influencer, devi metterti in mostra», ha spiegato Alex Finley, un ex ufficiale della Cia che ora vive in Spagna e ha parlato delle indagini alle quali ha preso parte. Così le foto da migliaia di like scattate al mare in bikini con le amiche, sono diventate “un’arma” per risalire ai super yacht e ai rispettivi proprietari. Nessuna delle navi da sogno “congelate” nei vari porti europei è direttamente riconducibile ai magnati. È servito, appunto, un lavoro di ricerca approfondito portato avanti dagli 007, che oltre alle classiche telecamere di sorveglianza, hanno dovuto visionare decine e decine di profili social potenzialmente preziosi per le indagini, e centinaia di foto.

«Con una foto si può scoprire di tutto»

L’esempio più lampante è quello di Polina Kovaleva, la figliastra di Sergej Lavrov, ministro degli Esteri di Mosca, nata da una relazione extraconiugale. Sì, perché Lavrov è ufficialmente sposato dal 1971. Così Polina, mai riconosciuta pubblicamente, si dichiara nullatenente, ma vive a Londra come una principessa, condividendo sui social la sua vita da sogno. Finché, una volta cominciata la guerra, viene smascherata su Twitter da un’attivista collaboratrice di Navalny. In pochi giorni, dopo che il suo caso era diventato di dominio pubblico, è stata espulsa dalla Gran Bretagna e alla sua super villa da 4,4 milioni di sterline dove viveva con la madre sono stati messi i sigilli. Una vera e propria lezione di vita. «Non capiscono le regole della sicurezza in vigore o tutte le cose che si possono capire da una foto», ha detto ancora Finley. Lo sanno bene, invece, gli oligarchi, che si tengono ben distanti dai social o qualsiasi altro mezzo che li possa mettere nei guai. 

 

L'ex moglie

Igor Sechin invece conosce bene le regole del gioco, tanto che la sua segretezza gli è valsa il soprannome “Darth Vader”. Lui, amministratore delegato di Rosneft e insider del Cremlino, è il proprietario di “Amore Vero”, super yacht da 120 milioni di dollari, sequestrato dal governo francese all’inizio di marzo. Ma per risalire al proprietario della nave è stata decisiva Olga, ex moglie dell’oligarca. Un’indagine congiunta dell’Organized Crime and Corruption Reporting Project e del quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta (ora chiuso per le pressioni del Cremlino) ha prodotto un rapporto nel quale la nave viene collegata a Sechin, grazie alle foto di Instagram di Olga. Le immagini sembrano mostrare lei e un’amica in posa su un divano che somiglia molto a quello della “Amore Vero” (che prima si chiamava “Santa Principessa Olga”). Un’altra foto la mostrava invece adagiata a rilassarsi sulla piscina dello yacht in questione. In un’altra istantanea ancora, si vede invece la bandiera delle isole Cayman e caso vuole che la nave appartenga proprio a una società registrata nel paradiso fiscale più amato dai super milionari. Con questa serie di prove, si è arrivati poi al sequestro del bene. Sechin ha citato in giudizio Novaya Gazeta e ha vinto la causa in tribunale, costringendo il giornale a ritrattare. Ma il governo francese ha confermato l’indagine, lasciando i sigilli sulla nave.

 

 

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L'amante

Per incastrare Oleg Deripaska è stato decisivo, ancora una volta, lo staff dell’oppositore di Putin Alexei Navalny. Stavolta l’account social a “inchiodare” l’oligarca è stato quello di Anastasia Vashukevich, che si è definita più volte l’amante di Deripaska. Il documento prodotto fa ampio uso delle sue foto e dei video di Instagram, che la ritraggono in una crociera in Norvegia nel 2016. Tutte le informazioni raccolte da Navalny sono poi state sfruttate dal governo degli Stati Uniti, che ha potuto sanzionare il magnate. Ovviamente Deripaska ha negato, definendo la storia parte di una campagna di diffamazione. Ma è solo l’ennesimo caso che racconta una parte della storia incredibile che gira intorno agli oligarchi. Spicca tra tutti Abramovich, tornato alle cronache per la presenza ai negoziati di pace tra Russia e Ucraina. Anche l’account social di sua figlia Sofia è stato oggetto di attenzioni, arrivate però pure dal Cremlino. Il suo post «contro la guerra di Putin» non è piaciuto. Casualità vuole che, da quel giorno, non abbia più pubblicato nulla.

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