Libia, Haftar respinto dalle forze governative: cento morti da inizio scontri, tra cui 28 bambini

Sabato 13 Aprile 2019
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Libia, 100 morti da inizio scontri, tra cui 28 bambini. Onu: «Fuga da Tripoli»


In Libia i militari del governo Sarraj hanno respinto l'offensiva delle forze di Khalifa Haftar a Suani Ben Adem, 25 km a sudovest di Tripoli. Lo ha constatato l'inviato dell'ANSA sul posto. Dal centro della cittadina si levano dense colonne di fumo nero, mentre truppe di fanteria di Haftar sono rimaste tagliate fuori dalle retrovie e aprono il fuoco contro i soldati di Tripoli nel tentativo di aprirsi una via di fuga.

Le forze militari fedeli al governo nazionale libico guidate da Fayez al Sarraj hanno lanciato una controffensiva sul fronte sud sud-ovest. «Combattiamo per la nostra terra, per tutti i libici. Per questo sino ad oggi siamo ancora rimasti sulla difensiva: anche i soldati di Haftar sono compatrioti», ha detto.

Dopo violenti scontri durati per tutta la notte, le forze del maresciallo Khalifa Haftar, avevano sfondato il fronte a sud di Tripoli, conquistando el Azizia, circa 50 km dalla capitale. Ed è salito ad almeno 100 il numero dei morti - tra i quali 28 bambini - e oltre 500 i feriti registrati in Libia dal 4 aprile ad oggi a causa dei combattimenti in corso. Oltre 200 i bambini che risultano feriti. Lo riferisce all'ANSA il presidente dell'Associazione medici stranieri in Italia (Amsi) Foad Aodi, anche consigliere dell'Ordine dei medici di Roma, che in queste ore è in contatto con medici libici in vari ospedali. Gli ospedali in Libia, afferma, «sono al collasso e sono triplicate le richieste di operare in Italia i bimbi feriti».

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I combattimenti ora si concentrano attorno a Suani ben Adem, circa 25 km da Tripoli. «C'è il serio rischio, concreto rischio, di una crisi umanitaria che vogliamo scongiurare». Lo ha detto a Bari il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «Quando ragioniamo di Libia - ha precisato - non pensiamo solo alla immigrazione, noi pensiamo anche a pacificare un Paese che è centrale per tutti gli equilibri: del Nord Africa, mediorientali e del Mediterraneo intero, e quindi dell'Unione europea».
 


Raid aereo su Ain Zara. Le forze del maresciallo Khalifa Haftar hanno compiuto un raid aereo contro un compound delle forze fedeli al governo di unità nazionale nei pressi di Ain Zara, 15 km a sudovest di Tripoli. Lo riferiscono fonti nella capitale, secondo cui i caccia non hanno centrato l'obiettivo, colpendo una scuola elementare, oggi chiusa.

Evacuazione. Circa 4.500 persone hanno richiesto l'evacuazione dalle aree colpite dal conflitto verso aree relativamente più sicure, ma solo per 600 è stato possibile garantire un'uscita sicura. «I bassi tassi di evacuazione sono dovuti agli scontri in corso e le segnalazioni sul targeting indiscriminato e deliberato dei veicoli per le ambulanze», si legge nella nota. «La comunità umanitaria è preoccupata per il numero crescente di vittime civili, compreso il personale medico. In appena una settimana, tre medici sono stati uccisi e cinque ambulanze sono state rese inservibili da schegge di proiettili». La comunità umanitaria rimane impegnata ad assistere coloro che in Libia hanno bisogno di assistenza durante questo periodo di crisi. Il meccanismo di risposta rapida in Libia è stato attivato l'11 aprile - si legge nella nota - e in due giorni ha già raggiunto 2.000 persone con un pacchetto base che include kit per l'igiene, razioni di cibo e altro materiale.

Allarme Onu. È di oltre 13.500 il numero degli sfollati dall'inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni. Lo scrive l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un «aggiornamento flash» sulla situazione nei dintorni della capitale, precisando che 4 mila sono le persone che hanno lasciato le proprie case nelle ultime 24 ore.​
 

Ultimo aggiornamento: 18:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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