La carovana dei migranti centramericani in marcia verso gli Usa, anche se Trump non li vuole

La carovana dei migranti centramericani in marcia verso gli Usa, anche se Trump non li vuole
di Anna Guaita
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Lunedì 22 Ottobre 2018, 00:53


NEW YORK - «Spero che la coscienza di Trump si commuova, non per noi, ma per i nostri bambini». Daisy Zuniga stringe al petto un bambino di due anni, con il quale ha camminato sei giorni, sotto il sole del Centramerica. E’ una delle tante donne con bambini piccoli che fanno parte di una carovana partita dall’Honduras con il sogno di attraversare il Guatemala e il Messico per arrivare alla frontiera Usa e ottenere l’asilo.

Erano poco più di mille – donne, uomini, giovani e anziani - il giorno della partenza, il 13 ottobre, ma secondo gli ultimi calcoli sono oramai oltre 7 mila. Non sanno, o forse rifiutano di accettare, che gli Stati Uniti non li vogliono, e che sono arrivati già vari ammonimenti ufficiali a non tentare di entrare nel Paese. L’ultimo non lascia dubbi: Donald Trump minaccia di mandare le Forze Armate lungo la frontiera con il Messico e bloccare anche con le maniere forti questa nuova carovana di disperati.

Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha insinuato che la carovana è stata creata da gruppi vicini al partito democratico, perché lo scontro al confine avvenga proprio a ridosso delle elezioni dei 6 novembre, quando si deve rinnovare la Camera e un terzo del Senato. Ma pare una denuncia senza fondamento, non solo perché non esistono prove di un simile complotto, ma anche perché eventuali disordini al confine non farebbero altro, semmai, che rafforzare le posizioni dei repubblicani. Donald Trump è arrivato a sostenere che questi migranti vogliono entrare negli Usa per votare, e far vincere i democratici. Anche questa è un’accusa infondata, visto che solo chi abbia la cittadinanza e sia registrato nelle liste elettorali può recarsi alle urne.

Gli inviati di varie tv internazionali – Cnn, Bbc, AlJazeera - hanno intervistato vari membri della carovana, ed è stato chiaro che nessuno sapeva che gli Stati Uniti non li vuole. La loro ignoranza, povertà, disperazione li spinge ad andare avanti: «Siamo lavoratori, siamo onesti - assicura un ragazzo di 20 anni –. Io voglio lavorare, non voglio rubare». Marta Torres, il cui marito è stato ucciso da una banda di narcos in Honduras, cammina con due bambini, e piange quando le raccontano che se entra negli Usa potrebbe essere separata da loro: «Cosa faccio adesso, dove vado?»

Trump sta esercitando forti pressioni sui messicani perché impediscano alla carovana di attraversare il Messico e giungere fino agli Usa. Il segretario di Stato ha parlato con il collega messicano Luis Videgaray, chiedendogli di risolvere «con urgenza» il problema. Dal canto suo il Messico ha prima fatto ricorso alle maniere forti, mandando al confine con il Guatemala militari in assetto antisommossa. Ci sono stati anche scontri fra i federali e i migranti, ma poi i militari sono stati fatti arretrare, per evitare spargimento di sangue: «Dobbiamo trovare una via d’uscita alla crisi applicando la legge – ha annunciato Videgaray – ma sempre con un criterio umanitario e pensando all’interesse dei migranti».

Difatti il Messico ha chiesto aiuto alle Nazioni Unite, per condurre l’esame della massa di migranti «secondo le leggi internazionali e nel rispetto dei diritti umani». Varie centinaia dei migranti hanno chiesto asilo proprio in Messico, e l’hanno ottenuto, almeno in forma provvisoria. Molti altri hanno invece deciso di continuare verso il nord. Riunitisi in un parco della città messicana Chiudad Hidalgo, hanno votato per alzata di mano. «Camminiamo tutti insieme» hanno scandito. A un giornalista della tv britannica, Zoila Reconjo, che viaggia con il figlio Cesar, ha spiegato: “«Noi in Honduras non siamo solo poveri, viviamo ogni giorno nella violenza continua. Non abbiamo lavoro, e non abbiamo sicurezza. Meglio tentare la sorte con gli Stati Uniti, e sperare che ci aprano le porte».

                                                                                                                                                                                                   

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