Elezioni Spagna, Abascal: il basco con la pistola in tasca che difende le corride e odia il femminismo

Lunedì 11 Novembre 2019 di Mauro Evangelisti

In fondo Santiago Abascal - amante di armi, fotografia, motociclette, corride e montagna - dovrebbe ringraziare gli indipendentisti catalani che gli hanno illuminato la scena. Al processo finito con pesanti condanne a Junqueras e agli altri, il Tribunale supremo ha consentito a Vox di presentarsi come parte civile. Quando gli avvocati del partito di estrema destra si accingevano a rivolgere le domande, puntualmente non pochi dei testi catalani si rifiutavano di rispondere. Non solo, nelle ultime settimane, dopo la sentenza, i disordini e il fuoco dei cassonetti bruciati sulle strade dell'Eixample, hanno riscaldato i sostenitori della linea dura. Abascal, leader e fondatore di una partito molto a destra, nato appena cinque anni fa, è il re dei sostenitori della linea durissima: chiede l'arresto immediato dell'attuale presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, e l'abolizione di tutte le autonomie. In termini elettorali, tutto questo ha pagato e poco importa se, in alcune occasioni, ha causato via Twitter, qualche frizione con l'amico e omologo italiano Matteo Salvini, la cui base alle manifestazioni sventola bandiere catalane.
Abascal, sociologo di 43 anni di Bilbao che di fatto ha sempre lavorato grazie alla politica (fino al 2013 era nel Pp), ha condito un programma molto simile a quello delle destre che si gonfiano in Europa, ma con peculiarità tutte spagnole.

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I TORI
Sostiene la corrida e vorrebbe cancellare tutte le leggi che la limitano, è apertamente anti femminista tanto da chiedere l'abolizione della legge sulla violenza contro le donne che ratificherebbe un suprematismo rosa, dice no all'aborto. Sostenitore della famiglia tradizionale, si è sposato due volte e ha quattro figli. Certo, altri slogan che gli hanno consentito prima l'exploit in Andalusia (il primo grande successo), poi quello delle elezioni nazionali dell'aprile scorso (ha superato il 10 per centro), infine la scalata al ruolo di terzo partito di ieri, sono già inflazionati. Il «prima gli spagnoli» non è esattamente originale: rilancia lo stop all'immigrazione irregolare, predica la discriminazione (e la rivendica) degli stranieri per la sanità pubblica e per l'assegnazione degli alloggi popolari («molti disoccupati spagnoli non ricevono l'assistenza sociale che l'immigrazione ottiene»).
Abile nella comunicazione - resta celebre lo spot elettorale a cavallo ed è stato il vincitore dell'ultimo dibattito in tv prima del voto - è molto efficace nell'uso dei social network. Neanche a dirlo, Santiago Abascal e Vox rivendicano anche l'eredità franchista.

SMITH & WESSON
Abascal ha un altro grande amore che compare in tutte le sue biografie: la Smith & Wesson. Gira armato con la pistola. E ritiene che dovrebbe essere consentito a tutti gli spagnoli senza precedenti penali di tenere un'arma in casa per difendersi. «La legge va cambiata», ripete. In questo suo rapporto con la Smith & Wesson, probabilmente, incide anche la sua storia cominciata nei Paese Baschi all'epoca dell'Eta. Suo nonno è stato sindaco di Alava. E suo padre era un dirigente del Partito popolare con incarichi istituzionali in un periodo nel quale i Popolari erano a rischio di attentati da parte del terrorismo basco.
Lo stesso Abascal, quando fu eletto consigliere (nel 1999 a 23 anni si iscrisse al Pp) si sentì minacciato. Da allora gira sempre armato. «Prima dovevo difendere mio padre, ora i miei figli», ha spiegato. Ecco, l'aspetto tradizionalista e ruvido di Abascal e i suoi, sembra spazzare via una destra più moderna, educata e ben vestita come quella di Rivera e Ciudadanos, la cui ascesa fino a qualche anno fa sembra inarrestabile, mentre ieri ha registrato un tonfo doloroso. A destra anche in Spagna ora chiedono altro, non vanno più di moda quelli troppo moderati.
 

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