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Il macellaio di Bucha benedetto dal vescovo ortodosso, ma portarlo alla Corte dell'Aja sarà difficile

Il macellaio di Bucha benedetto dal vescovo ortodosso, ma portarlo alla Corte dell'Aja sarà difficile
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 6 Aprile 2022, 20:21

Si chiama Azatbek Omurbekov il giovane comandante russo che si pensa abbia comandato il battaglione di militari russi responsabili dei massacri di Bucha e dintorni. Stupri, violenze, saccheggi, crudeltà, torture. Un militare che è stato benedetto da un vescovo ortodosso prima di essere mandato di stanza in Ucraina.

Intanto proseguono i lavori per identificare chi faceva parte di questo gruppo militare con lo scopo di raccogliere più elementi possibili e, una volta finita la guerra in Ucraina, utilizzarli davanti ad un tribunale internazionale, anche se da un punto di vista tecnico appare una strada non facilmente percorribile. 

In queste ore, grazie a InformNapalm, una piattaforma che monitora l'attività dell'esercito russo, è emerso che il giovane Omurbekov – 40 anni, proveniente dalla parte più orientale della Federazione russa – è stato insignito della Distinguished Service Medal dal viceministro della Difesa russo Dmitry Bulgakov. E che prima di essere mandato in Ucraina ha avuto la benedizione di un sacerdote ortodosso, dopo una messa celebrata dal vescovo ortodosso di Khabarovsk. Secondo il Patriarcato di Mosca la cosiddetta operazione militare intrapresa da Putin va considerata alla stregua di un conflitto giusto perchè, ha affermato Kirill, aiuta a sradicare il male che sta intaccando e minacciando la società russa. 

Trascinare il comandante Omuberkov davanti ad un Tribunale penale internazionale sarà comunque difficilissimo anche se secondo il diritto internazionale, un comandante militare è responsabile dei crimini di guerra commessi dai suoi soldati. Il fatto è che la Corte internazionale di giustizia (ICJ) gestisce le controversie tra stati ma non può perseguire individui. Se l'ICJ dovesse intraprendere questa strada contro la Russia, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sarebbe di fatto responsabile della sua attuazione. Tuttavia, Mosca, in quanto uno dei cinque membri permanenti del Consiglio, può sempre porre il veto a qualsiasi proposta.

Inoltre se gli investigatori della Corte internazionale dovessero trovare prove delle atrocità commesse dagli uomini di Omurbekov, il pubblico ministero potrebbe chiedere ai giudici della Corte di emettere mandati di arresto. Ma visto che il tribunale non dispone di una propria polizia, è costretto ad appoggiarsi agli stati per arrestare i sospetti. E la Russia non essendo un membro del tribunale, va a finire che Putin non estraderà nessuno. 


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