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Zaporizhzhia, torna la paura: nella notte 40 razzi vicino alla centrale. Aiea: «Rischio disastro nucleare»

Dopo la giornata di accuse tra Kiev e Mosca, anche l'agenzia internazionale per l'energia atomica in un tweet spiega che «deve recarsi a Zaporizhzhia, proprio come abbiamo fatto a Chernobyl e nell'Ucraina meridionale all'inizio dell'anno»

Zaporizhzhia, torna la paura: nella notte 40 razzi vicino alla centrale. Aiea: «Rischio disastro nucleare»
5 Minuti di Lettura
Domenica 7 Agosto 2022, 10:07 - Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 13:58

A Zaporizhzhia torna la paura nucleare. La centrale in Ucraina che era stata al centro della guerra nei primi giorni del conflitto, è stata di nuovo bombardata nelle ultime ore dopo accuse incrociate tra russi e ucraini. Nella notte circa 60 razzi di tipo "Grad" sono caduti sugli insediamenti costieri tra Nikopol e Zaporizhzhia, 40 dei quali sul villaggio di Marhanets, sulla sponda nord del fiume Dnipro, a soli 10 km dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia sulla sponda sud. «Sono state danneggiate case, edifici, condutture e reti elettriche. Due persone sono rimaste ferite, una delle quali, un uomo di 64 anni, è in ospedale con ferite gravi», ha spiegato Yevhen Yevtushenko, il capo dell'amministrazione militare del distretto della vicina Nikopol.

Il capo di Aiea: un nostro team deve recarsi a Zaporizhzhia

Il team dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) «deve recarsi a Zaporizhzhia, proprio come abbiamo fatto a Chernobyl e nell'Ucraina meridionale all'inizio dell'anno. Possiamo mettere insieme una missione di sicurezza, protezione e salvaguardia e fornire l'assistenza indispensabile e la valutazione imparziale di cui c'è bisogno». Lo scrive oggi in un tweet il direttore generale dell'Aiea, Rafael Mariano Grossi. Ieri, riferendosi all'impianto di Zaporizhzhia, Grossi si era detto «estremamente preoccupato per il bombardamento» di venerdì della centrale, «che sottolinea il rischio molto reale di un disastro nucleare».

Zelensky: terrore russo alla centrale

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky intanto ha accusato la Russia di utilizzare la centrale nucleare di Zaporizhzhia «per il terrore» dopo l'accertamento di gravi danni alla struttura. Kiev e Mosca si sono incolpate a vicenda per gli attacchi alla centrale, il più grande complesso nucleare d'Europa. Zelensky, nel suo discorso serale di sabato, ha accusato ancora una volta Mosca di terrorismo affrermando che «i terroristi russi sono diventati i primi al mondo a usare la centrale per il terrore».

L'allarme nucleare

Dopo una mattinata di scambi di accuse fra Mosca e Kiev era arrivata la decisione di Energoatom, la società ucraina per l'energia atomica, di spegnere uno dei reattori della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, tornata in queste ore al centro del conflitto - a fuoco e di parole - fra Russia e Ucraina. Mosca e Kiev attribuiscono gli uni agli altri la responsabilità del nuovo attacco, venerdì, nei pressi del sito nucleare che è tanto strategico quanto ormai simbolico, con Kiev che rimarca la gravità e la pericolosità del gesto, fino a chiedere una presa di posizione dell'Onu e dell'Aiea, l'agenzia internazionale per l'energia atomica, affinché si esiga che i russi lascino il territorio della centrale occupato da tempo, consegnandolo al controllo di una commissione speciale. Lo ha scritto su Twitter il consigliere del capo dell'Ufficio del Presidente ucraino, Mykhailo Podolyak, bollando tra l'altro l'ultima operazione russa nell'area come una «pericolosa provocazione».

Mentre parla di «violazione grave e irresponsabile» l'Ue, che condanna le attività militari della Russia intorno alla centrale con un tweet dell'Alto rappresentante Josep Borrell, in cui si chiede che l'Aiea abbia accesso all'aerea. La centrale di Zaporizhzhia è diventata drammaticamente nota dall'inizio del conflitto: si trova nella città di Enerhodar, nel sud-est dell'Ucraina, lungo il fiume Dnipro, territorio dove le forze russe hanno guadagnato un avamposto e che in gran parte controllano. La complicazione però sta nel fatto che la gestione e l'amministrazione della centrale - rimasta attiva e di cruciale importanza per il fabbisogno energetico dell'Ucraina- rimane in mano a Kiev, e ciò crea una particolare "convivenza" con i militari russi che presidiano la zone e ne fa teatro di scontro, verbale e fisico, ad altissima intensità, considerato l'elevato livello di rischio.

Da cui la decisione di Energoatom, comunicata in giornata, di fermare uno dei reattori: «Uno dei reattori della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, sotto il controllo delle forze russe, è stato spento, il bombardamento di ieri ha causato un grave rischio per il funzionamento sicuro dell'impianto» ha dichiarato. «In seguito dell'attacco alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, - ha aggiunto Energoatom in un messaggio su Telegram - il sistema di protezione di emergenza è stato attivato su uno dei tre reattori funzionanti, che si è spento». Ha quindi spiegato che il bombardamento ha «gravemente danneggiato» una stazione di azoto e ossigeno e un «edificio ausiliario», che «c'è ancora un rischio di fuoriuscita di idrogeno e di sostanze radioattive, e anche il rischio di incendio è elevato», ma che l'impianto continua comunque a produrre elettricità e che il personale ucraino vi lavora ancora.

 

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