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Guerra, gli 007 inglesi: «La Russia “cintura” le città ucraine conquistate con mine antiuomo “pappagallo verde” bandite dall'Onu»

Allarme per i bombardamenti vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia

Guerra, gli 007 inglesi:«La Russia cintura le città conquistate con mine antiuomo pappagallo verde bandite dall'Onu»
di Cristiana Mangani
6 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Agosto 2022, 13:57 - Ultimo aggiornamento: 19:48

La guerra in Ucraina è entrata in un periodo che il governo di Kiev considera decisivo: entrambi gli eserciti sono stanchi e spossati, le armi cominciano a scarseggiare. E a sei mesi dall'inizio del conflitto la grande preoccupazione del mondo è sulla centrale di Zaporizhzhia. Questa mattina, 8 agosto, tre sensori di radiazione sono stati danneggiati da un nuovo bombardamento. Mosca nega le responsabilità, e il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha affermato che i paesi occidentali che «hanno influenza» su Kiev dovrebbero premere per evitare che la centrale venga ancora colpita. Russia e Ucraina si accusano a vicenda di attacchi nella zona e le ultime bombe sono arrivate a ridosso dell'impianto. Ieri il presidente Volodymyr Zelensky, riferendosi a quanto sta accadendo a Zaporizhzhia, ha dichiarato che è in azione il «terrore russo».

 

Il livello dello scontro anche verbale è sempre molto alto. E la possibilità di riaprire i colloqui per i negoziati di pace è ancora lontana. La Russia cercherà la pace con l'Ucraina ma solo alle sue condizioni, ha detto il
vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione, Dmitry Medvedev, citato dalla Tass.

«La Russia sta conducendo un'operazione militare speciale in Ucraina e cerca di stabilire la pace alle proprie condizioni, questo va detto apertamente, e non alle condizioni che i nostri ex partner internazionali, che non vedono l'ora di vedere la sconfitta militare della Russia, cercano di imporci», ha sottolineato.  E anche Peskov è dello stesso avviso: «Non ci sono le basi» per un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky, dichiara. Putin e Zelenskyy potrebbero incontrarsi solo dopo che i negoziatori di entrambe le parti avranno «fatto il loro lavoro», aggiunge il portavoce del Cremlino.

La situazione al fronte

Nel frattempo sul campo la situazione sembra in stallo. Secondo l'ultimo aggiornamento dell'intelligence britannica «è molto probabile che la Russia stia lanciando sul terreno mine antiuomo per proteggere le sue linee difensive nel Donbass ed ostacolarvi la libertà di movimento. Queste mine possono provocare molte vittime sia tra i militari sia tra la popolazione civile, scrivono gli 007 nel report consegnato al ministero della Difesa. 

A Donetsk e Kramatorsk, la Russia ha molto probabilmente tentato l'impiego di mine antiuomo a dispersione PFM-1 e PFM-1S (micidiali e definite anche "pappagalli verdi" e messe al bando dall'Onu anche se Russia. Usa e Cina, fra gli altri, non hanno mai ratificato l'accordo). 

Le PFM-1 vennero usate con effetti devastanti nella guerra sovietico-afghana, dove sono considerate responsabili delle menomazioni fisiche subite da un gran numero di bambini che le avevano scambiate per giocattoli. È molto probabile - prosegue il documento - che lo stock di era sovietica utilizzato dalla Russia si sia deteriorato nel tempo e sia ora altamente inaffidabile ed imprevedibile.

Ciò rappresenta una minaccia sia per la popolazione locale che per le operazioni umanitarie di sminamento».

In tutto questo, si inserisce la crisi di alcuni paesi europei: la resistenza Ucraina, infatti, dipende ormai non solo militarmente ma anche economicamente dall'Occidente, con un fabbisogno di circa 9 miliardi di dollari da fonti esterne per coprire il deficit di bilancio ogni mese. Con i leader europei che stanno andando incontro a un inverno di crisi multiple e razionamenti energetici, il Partito conservatore del paese più interventista del continente (la Gran Bretagna) allo sbando, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in grosse difficoltà, Macron indebolito in Francia e la dura campagna elettorale seguita alle dimissioni di Mario Draghi in Italia, non fanno che incidere sulle future decisioni che riguarderanno Kiev. 

L'indebolimento del sostegno occidentale all’Ucraina rischia non solo di portare a una debacle geopolitica per il fronte anti-Putin, ma anche a un tracollo economico per il paese. Più del 30 per cento degli ucraini ha perso il lavoro dall'inizio dell'invasione russa, a detta degli esperti, secondo i quali l'economia ucraina deve militarizzarsi ulteriormente per rigenerare l'occupazione.

In ogni caso, l'agenda politica verrà dettata in parte dal fronte. Mentre i russi si concentrano sul Donbass, gli ucraini hanno iniziato a colpire obiettivi in prossimità di Kherson, nel sud. La città riveste un'importanza fondamentale dal punto di vista strategico, essendo l'unico punto di appoggio che i russi hanno a nord e a ovest del fiume Dnipro, nonché la principale barriera strategica che attraversa l'Ucraina dalla Crimea a Kiev. È da qui che secondo vari analisti potrebbe partire una controffensiva ucraina di qualche rilievo. Occhi puntati su Kherson, dunque. 

Le difficoltà del paese aggredito emergono nettamente anche dalle decisioni del suo presidente che ha firmato un decreto che porta a 70 anni il limite di età per il richiamo alle armi – il segno più evidente dei problemi a livello di risorse umane che sta dando la strategia di attrito dei Russi – mentre sarebbero già 27 i battaglioni di volontari che si stanno organizzando in territorio russo per l’invio al fronte.

Gli unici spiragli arrivano dall'accordo sul grano che, sembra, cominci a funzionare. Sono partite ieri altre quattro navi, una diretta in Italia, con prodotti alimentari ucraini. Sono salpate da porti ucraini del Mar Nero, così come confermato da funzionari ucraini e turchi, nell'ambito dell'accordo per sbloccare l'export via mare del Paese. Tra questa, la Mv Mustafa Necati viaggia con 6mila tonnellate di olio di semi di girasole
ed è diretta in Italia, a Monopoli. Le altre tre sono la Mv Glory, diretta a Istanbul con 66mila tonnellate di grano; la Mv Star Helena, diretta a Nantong/Machong (Cina) con 45mila tonnellate di farina; e la Mv Riva Wind, diretta a Iskenderun (Turchia) con 44mila tonnellate di grano. 

 

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