Brasile, elezioni: Bolsonaro vince al primo turno. Ballottaggio con Haddad il 28 ottobre

Lunedì 8 Ottobre 2018
Jair Bolsonaro (a sinistra) e Fernando Haddad

Jair Bolsonaro ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, avvicindandosi al 50% dei voti e staccando Fernando Haddad per più di 20 punti. Il candidato di estrema destra, ex militare che si ispira a Donald Trump anche negli slogan, affronterà ora il ballottaggio contro l'esponente del Partito dei Lavoratori (Pt) ed erede dell'ex presidente Lula da Silva, previsto per il 28 ottobre, come superfavorito. Con il 98,75% dei voti scrutinati, Bolsonaro si attesta al 46,27% dei voti, mentre Haddad si ferma al 28,95%.

 

La fortuna elettorale di Bolsonaro ha contagiato anche altri candidati legislatori o governatori che gli hanno assicurato il loro appoggio. Come per esempio Romeu Zena, del Partido Novo, che con il 41% dei voti ha creato la sorpresa nella corsa per la poltrona di governatore di Minas Gerais, eliminando dal ballottaggio il governatore uscente del Partito dei Lavoratori, Fernando Pimental (22%). I primi risultati confermano anche altre tendenze rivelate da sondaggi precedenti: Ciro Gomes (centrosinistra) è rimasto bloccato al 12% e gli altri candidati principali, come Geraldo Alckmin (centrodestra) e Marina Silva (ambientalista) sono crollati al di sotto del 10%.

Risultato a sorpresa anche a Rio de Janeiro, dove Wilson Witzel - ex magistrato del Partito Social Cristiano (Psc) che appoggia Bolsonaro a livello nazionale - è in testa nell'elezione per l'incarico di governatore con poco meno del 40% dei voti, quando fino a ieri i sondaggi lo davano al quarto posto, con appena il 12%.

Il Pt resiste però nel suo tradizionale feudo del Nordest del Brasile: nei nove stati che riuniscono alcune delle regioni più povere del paese, Haddad è in testa con risultati che raggiungono anche il 60%, e i candidati del Pt e dei partiti alleati vedono assicurate le loro poltrone di governatori.

Sono tre i dirigenti nazionali del Partito dei Lavoratori sconfitti nelle elezioni per il Senato. Il caso più clamoroso è quello dell'ex presidente Dilma Roussef, candidata per uno dei due seggi della Camera alta in gioco nello stato di Minas Gerais e figurava come favorita nei sondaggi: alla fine è arrivata quarta, con poco più del 14% dei voti, e rimane fuori dalla gara. A San Paolo, d'altra parte, Eduardo Suplicy - anche lui dato in testa dai sondaggi - si è fermato al 13,32% e non ce la fa ad arrivare alla camera alta, travolto dal «bolsonarista» Major Olimpio (25,79%) e Mara Gabrielle (centrodestra) che si è assicurata il secondo seggio in gioco nello stato con il 18,36%. A Rio de Janeiro, poi, Lindbergh Farias - uno dei dirigenti del Pt considerati più vicini a Lula da Silva - ha ottenuto solo il 12% dei voti, ed è battuto facilmente da Flavio Bolsonaro - figlio del candidato alla presidenza - che è arrivato al primo posto, con il 28% dei voti.

 


«Anche in Brasile si cambia! Sinistra sconfitta e aria nuova! #goBolsonarogo». Lo scrive su Twitter il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini. «In Brasile Bolsonaro ha raccolto tantissimi voti, il vento sta cambiando ovunque. Non capisco alcuni giornalisti italiani che danno del "razzista-nazista-xenofobo" a chiunque solo perché chiede più ordine e sicurezza per i cittadini», ha poi dichiarato Salvini a Nonstopnews su Rtl102.5.

 

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA