Afghanistan, due gesuiti indiani bloccati a Kabul: «Stiamo bene, ma i talebani ci troveranno»

Afghanistan, due gesuiti indiani bloccati a Kabul: «Stiamo bene, ma i talebani ci troveranno»
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Martedì 17 Agosto 2021, 20:19 - Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 00:20

Bloccati all'interno dei confini del nuovo Emirato dell'Afghanistan. Hanno dichiarato di stare bene, ma sono tutt'ora dentro Kabul due gesuiti indiani: padre Jerome Sequeira, religioso nel Paese dal 2006, e padre Robert Rodrigues, che al momento si trova a Bamiyan, nella regione centrale dell'Afghanistan.

«I talebani arriveranno da noi una volta preso il pieno controllo», così i due consacrati rimasti bloccati in Afghanistan, dopo la conquista totale del Paese da parte dei talebani.

Il lavoro dei due gesuiti

Padre Jerome Sequeira e padre Robert Rodrigues lavoravano come operatori umanitari con il Jesuit Refugee Service. A dare notizie sulla situazione è l'agenzia Asianews. Sequeira in un messaggio agli amici rilanciato dall'agenzia Matters India ha ringraziato per chi ha pregato per lui e ha aggiunto: «Il modo cui la situazione sta cambiando nel Paese è al di là di ogni immaginazione: non ho mai visto un collasso del sistema come questo in 15 anni».

Il tentativo di fuga verso l'India

Il gesuita ha raccontato di aver cercato di prendere un volo per l'India ieri, ma di essere stato costretto a tornare indietro. Per il momento rassicura di essere «al sicuro». È a Bamiyan, invece nella regione centrale dell'Afghanistan, l'altro religioso padre Robert Rodrigues.

Padre Sequeira con una lettera ha raccontato che la sera del 15 agosto era già in aeroporto in attesa di un volo delle Nazioni Unite per spostarsi a Kabul. Un tragitto di appena 25 minuti, ma non effettuato perché tutto il personale all'improvviso ha abbandonato lo scalo.

Il contatto con i due religiosi

«Stiamo cercando tutte le vie possibili per farlo arrivare da Bamiyan con l'aiuto delle agenzie dell'Onu», ha raccontato padre Sequeira. «Sono entrambi salvi - si legge invece in una nota ai superiori locali di padre Stany D'Souza, presidente della Conferenza dei gesuiti dell'Asia Meridionale - siamo in contatto con loro».

«Abbiamo creato un'unità di crisi con esperti internazionali. Ci incontriamo regolarmente per fare il punto della situazione e offrire sostegno morale a padre Jerome e padre Robert. Faremo tutti i passi necessari per farli rientrare in India appena possibile», ha proseguito padre Stany D'Souza.

I talebani impegnati a occupare i palazzi del potere

Nella sua lettera Sequeira ha aggiunto che per il momento i talebani sono impegnati a occupare le strutture di governo. «Non stanno minacciando i civili - ha continuato - ma arriveranno quando avranno preso pienamente il controllo del sistema. Hanno le liste di tutte le organizzazioni e anche i profili. In alcuni posti sono già passati a chiedere informazioni sul personale». Ha riferito inoltre che il Jesuit Refugee Service ha sospeso a tempo indefinito le sue attività in Afghanistan: «Tutti sono rintanati nelle case e nelle comunità. I voli sono cancellati e dipendiamo dagli accordi tra gli organismi dell'Onu e i talebani. L'intero staff del Jesuit Refugee Service sta facendo il possibile per far evacuare me e padre Robert».

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