Pediatra percorre 370 km per fare sesso con una 15enne conosciuta nella chat di Kik

Giovedì 31 Ottobre 2019
Pediatra percorre 370 km per fare sesso con una 15enne conosciuta nella chat di Kik

Quarant'anni, una moglie, due figli. Una laurea in medicina messa a frutto attraverso il lavoro di pediatra. Poi arriva la passione per le chat, in particolare per la app Kik, proprio quella dove ha incontrato e iniziato a chattare con una ragazza di 15 anni. Le vite parallele di Jonathan Bainbridge non riescono a mantenere per sempre la distanza l'una dall'altra e, alla fine, finiscono in tribunale, dove da due anni il dottore lotta per uscirne pulito e non perdere un lavoro che gli frutta 116mila euro l'anno.

 


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Lui parte dal Galles, lascia la moglie incinta a casa e macina 370 chilometri per incontrare la ragazza. Si incontrano, le compra le sigarette e hanno rapporti sessuali. Lei si pente e lo denuncia. La ragazza è fragile e dai medici che hanno aiutato gli inquirenti si apprende che al tempo dei fatti era sorvegliata perchè a rischio di «essere sfruttata da uomini adulti». Quando i due si sono scritti in chat per la prima volta, mentono entrambi: lei afferma di avere 16 anni e lui 37. Si scambiano i numeri di telefono, parlano della condizione di affidamento ai servizi sociali della ragazza. Lui le chiede immagini sexy, lei rifiuta una volta, poi gliele manda. Ma è spaventata. Nei tabulati al vaglio della magistratura, ci sono sì video in cui la ragazza appare nuda ma a questi lei accompagna la richiesta di non farle del male o di non ucciderla quando si sarebbero incontrati. 

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Adesso il processo è ancora in corso, ma Bainbridge è già stato condannato a servire lavori forzati per 18 mesi, è stato iscritto per 5 anni in un registro per la prevenzione dei reati sessuali e non può lavorare con i bambini. Intervistato dai media locali, ha definito la vicenda «un catastrofico errore di giudizio che ha distrutto le vite di tutti». Simon Bond, il giudice che segue la vicenda, usa toni duri: «La condotta del dottor Bainbridge ha minato la fiducia dei cittadini nella professione medica, ha fallito nel manterne gli standard elevati e non ha tenuto conto della sicurezza e del benessere della collettività». Il processo è ancora in corso.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 18:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA