Un'italiana guiderà i reumatologi europei, Annamaria Iagnocco:«Le donne le più colpite dalla malattia»

Sabato 15 Giugno 2019 di Carla Massi
Annamaria Iagnocco, dal 2021 sarà  presidente della Società europea di reumatologia
I reumatologi europei avranno come guida una dottoressa italiana. Dal 2021 al 2023, infatti, la presidente dell'Eular, European League Against Rheumatism sarà Annamaria Iagnocco, nata a Latina, docente di Reumatologia all'Università di Torino, appena eletta al congresso di Madrid. E' la seconda in 72 anni di storia dell'Eular (oltre quattordicimila medici) che riunisce 45 società scientifiche e 36 associazioni di malati. La prima italiana.

Esultano le pazienti. Esultano le donne dal momento che le patologie reumatiche (sono 150) , in due casi su tre, colpiscono proprio loro. In tutto il mondo. L'idea di avere una guida al femminile fa sperare, con ogni probabilità, che arrivi aria nuova tra i vertici degli specialisti e si studi meglio la complessità della vita quotidiana, malata, al femminile. Che abbia, 20, 40, 60 o più anni. «Una presidenza al femminile - sono le parole di Annamaria Iagnocco - darà una importante caratterizzazione alle attività e un'attenzione particolare allo studio della medicina di genere. Le donne sono le più colpite da molte malattie reumatologiche. Dovremo rafforzare il rapporto con i colleghi ginecologi per seguire le pazienti anche in età fertile, durante la gravidanza e l'allattamento».

Queste patologie (artriti reumatoidi, spondiliti, vasculiti, lupus,sclerodermia) in Italia, colpiscono 5 milioni di persone. Oltre tre milioni e 300 mila le donne. Le liste di attesa arrivano fino a cinque anni per una diagnosi. L'artrite reumatoide, per esempio, viene individuata con ritardo, a volte anche uno o due anni dopo l'esordio dei sintomi. Ma perché la malattia reumatica è rosa? «Sicuramente gli ormoni giocano un ruolo importante - spiega Donatella Fiore reumatologa dell'ospedale Santo Spirito di Roma - anche in età fertile. Ma va ricordato che, oggi, le pazienti possono avere una o più gravidanze se programmate con il medico. Da non sottovalutare anche i fattori genetici. Allo stato attuale, però, nessun esame è predittivo. Fa eccezione l'osteoporosi. Un test come la Moc può evidenziare una ridotta massa ossea e un'opportuna terapia è in grado di proteggere dalle fratture. Ci sono malattie reumatiche, in particolare quelle autoimmuni, che si manifestano in modo diverso nei due sessi rispetto ai sintomi, al decorso, alla risposta, alle terapie. Ricordiamo che la maggior parte delle sperimentazioni, nei diversi campi della clinica,  sono stati condotti su una popolazione prevalentemente maschile. Ma sappiamo che i farmaci funzionano in modo diverso su lui e lei. Lo vediamo nella pratica quotidiana». Questo vuol dire che una volta che avremo studi scientificamente sicuri si potrebbe utilizzare un farmaco diverso o un diverso dosaggio dello stesso medicinale negli uomini e nelle donne.

E' importante sapere che questo tipo di patologia è prettamente femminile perché, una volta che si presentano i sintomi (forti dolori, gonfiori alle mani, difficoltà nel camminare e alzarsi dal letto la mattina per le fitte alle anche come alle spalle) la via della sopportazione, spesso molto frequente tra le pazienti, non è quella corretta. Come ricorda l'associazione di malati Anmar (anmar- italia.it). Arrivare in tempo alla diagnosi significa anche ridurre gli ostacoli di ogni giorno. Dal non riuscire a far uscire un bottone dall'asola, a faticare a salire un gradino o solo a tenere le mani in alto per lavarsi i capelli sotto la doccia. Al non avere la forza di abbracciare chi si ama.




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