GOVERNO

Appello al governo: «tra i commissari per le opere infrastrutturali vanno incluse professioniste donne»

Giovedì 24 Settembre 2020 di Franca Giansoldati

Appello alla ministra Paola De Micheli per includere professioniste nell'elenco dei commissari da nominare per far partire le opere infrastrutturali ritenute dal Governo prioritarie. La lettera è stata inviata dal network femminile Noi Rete Donne che fa monitoraggio sulla democrazia paritaria in ogni settore pubblico.

«Ci auguriamo che nell’indicazione e nella nomina dei commissari si tenga conto dei principi cardine del nostro ordinamento, sia data anche alle donne l’opportunità di servire -come chiedono- il nostro Paese-, e non si calpestino i nostri diritti. Né si faccia ricorso alle troppo utilizzate scuse che non esisterebbero esperte o donne capaci di ricoprire questi ruoli: che se un dubbio esistesse al riguardo, siamo a disposizione per fornirle la lista delle possibile candidate. Insomma, ci aspettiamo che se i commissari da nominare saranno 20, o 30, le donne nominate siano almeno la metà. Che se la rappresentanza femminile fosse inferiore, non sarebbe un risultato in linea non solo con le norme, ma anche con le aspettative e le sensibilità del momento» si legge nella lettera.

Noi Rete Donne ricorda al governo che spesso la democrazia paritaria va a farsi benedire. «Non è un caso se il  Governo ha dovuto ricorrere al proprio potere sostitutivo ex art. 122 della Costituzione per imporre la doppia preferenza nelle liste elettorali in occasione delle votazioni in Puglia. Nonostante i nostri richiami e l’intervento governativo, pochissime sono le donne elette in questa tornata elettorale».

Le cose non vanno bene nemmeno per le nomine governative. Anche lì la presenza femminile scarseggia. «L’equilibrio di genere e le pari opportunità sembrano principi astratti e non garantiti dalla nostra Costituzione e dalle nostre leggi. Invece esistono leggi, e disegni di legge e proposte che vanno con decisione in questo senso».

L'obiettivo di Noi Rete Donne è di far fluidificare anche nel nostro paese meccanismi di democrazia paritaria da applicarsi a tutte le nomine e designazioni pubbliche di competenza parlamentare e governativa, vale a dire alle nomine di esperti, tecnici, commissioni e commissari, siano essi di carattere collegiale, o unipersonale.

 

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