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Sciopero dei braccianti: il vertice in prefettura e il commento di Confagricoltura

Mercoledì 4 Maggio 2016 di Barbara Savodini
La riunione dei braccianti al Tempio Sikh

LATINA - Retribuzione oraria troppo bassa, lavoro in nero, caporalato: sono ormai noti da anni i problemi che attanagliano il settore dei braccianti agricoli in Provincia di Latina ma da lunedì l’esercito degli sfruttati ha detto basta. La maxi manifestazione che si sarebbe dovuta tenere il primo maggio, giornata dedicata in molti paesi del mondo proprio ai lavoratori, è saltata per mancanza di autorizzazioni ma l’assenteismo dilaga da oltre 48 ore da nord a sud della Provincia. Nessun disordine, nessuna protesta, solo la mancata presenza sul posto di lavoro di centinaia di braccianti, il vero e unico motore delle aziende agricole pontine. Una giornata cruciale quella di lunedì anche perché, mentre i lavoratori, perlopiù stranieri di nazionalità indiana e bengalese, se ne sono rimasti a braccia conserte, in prefettura si è svolto un importante vertice sulla questione alla presenza delle forze dell’ordine e dagli imprenditori finiti sotto accusa a seguito della denuncia della Cgil sullo sfruttamento dei braccianti.

Il Prefetto Pierluigi Faloni ha chiesto soprattutto collaborazione e dato come punto di partenza per la rinascita del comparto agricolo l’applicazione dei contratti di lavoro. «Fermo restando – è stato invece il commento del presidente della Confagricoltura Latina Adelino Lesti - che i fenomeni  di lavoro in nero sono deprecabili, la trattazione che se ne sta facendo ha gettato un indiscriminato e generalizzato discredito, anche sul piano internazionale, sull'intero settore agricolo e su alcune produzioni di eccellenza della nostra Provincia, rischiando di danneggiare pesantemente la credibilità dell’intero comparto. Voglio quindi dare voce alle centinaia di migliaia di imprenditori agricoli onesti,  che rispettano le regole e che, oltre a subire la concorrenza sleale, subiscono anche i riflessi negativi della cattiva "pubblicità" fatta all'intero settore».

Lo stesso, oltre ad auspicare più controlli mirati da parte delle forze dell’ordine, ha anche voluto sottolineare l’inefficienza del servizio di collocamento pubblico, incapace di garantire alle imprese le indispensabili unità lavorative in tempi celeri. Intanto ieri moltissimi braccianti se ne sono rimasti a braccia conserte. I lavoratori del sud pontino, come dimostra la fotografia scattata da Gianni Saviano, sono confluiti nel tempio Sikh, nei pressi della stazione di Fondi, dove si sono confrontati sul da farsi e su come affrontare i prossimi giorni. Disagi anche al Mof dove l'assenza di molti lavoratori sta paralizzando l'intera struttura.

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