Latina, Rinascita Civile annuncia: «Addio metro leggera, la Regione ha bocciato il progetto»

Giovedì 18 Settembre 2014
LATINA - «Metropolitana leggera: ultima fermata

Questa volta sembra proprio che non ci siano più scuse». L'associazione Rinascita civile annuncia che «non sussistono i presupposti

economici affinché il progetto, più volte inaugurato, della cosiddetta “metropolitana” venga realizzato.

Non è ancora stato dato l’annuncio ufficiale, ma si è venuto a sapere che la Regione Lazio non sosterrà il progetto, né direttamente né indirettamente tramite Cotral spa».



Rinascita civile non chiarisce la fonte della notizia, ma commenta: «Una vicenda iniziata male e finita come era da aspettarsi, cioè peggio. Notizia attesa, che segue la Conferenza dei Servizi del 10 dicembre 2013 nel corso della quale i tecnici della Regione hanno espresso “l’esigenza di approfondire l’aspetto economico finanziario e la sostenibilità dell’opera”.

Dopo nove mesi di analisi l’approfondimento ha portato all’unico risultato possibile: l’insostenibilità economica dell’opera».



«Il 26 febbraio 2014 l’Associazione RinascitaCivile ha fatto pervenire ai tecnici della Regione, al

Presidente Zingaretti nonché all’intero Consiglio Regionale ed al Sindaco Di Giorgi, un dossier

sul progetto - si legge in una nota firmata dal direttivo di Rinascita civile - affinché la decisione venisse presa tenendo conto di tutte le criticità che nel corso

degli ultimi anni l’Associazione aveva individuato e più volte espresso, sia mediante comunicati,

conferenze stampa ed incontri pubblici cui il Comune è stato costantemente invitato, sia direttamente al Sindaco nella lettera aperta a lui indirizzata in data 16 marzo 2012. Con la conferma che l’opera non è sostenibile per le casse della Regione si tenterà

probabilmente da Piazza del Popolo lo scaricabarile, operazione a nostro avviso irricevibile».



«Si è tentato fin dall’inizio di porre come secondaria la copertura finanziaria della Regione, che

in realtà rappresenta il 77% delle fonti di rimborso del debito secondo il Piano Economico e

Finanziario che sta alla base del Progetto ed è allegato al contratto - continua la nota - Da allora nulla è cambiato, si sono alternate giunte di diverso colore politico ma nessuna ha mai messo nero su bianco un impegno tanto oneroso. Il vero, irrimediabile errore è stato quello di firmare il contratto senza essersi prima assicurati

l’impegno ad onorare il debito da parte della Regione. Il “trucco” contrattuale, escogitato dal Concessionario e sottoscritto dal Comune, non ha sortito alcun effetto nei confronti degli istituti bancari potenziali finanziatori: il Comune che garantisce

e, di fatto, si costituisce fideiussore della Regione in caso di mancata erogazione dei fondi da

parte di quest’ultima. Una vera furbata all’italiana cui non ha abboccato nessuno. Per legge, l’uscita del Committente (il Comune) da un siffatto contratto comporta il riconoscimento al Concessionario del 10% del valore dell’opera: ogni verifica successiva alla firma è quindi già viziata da questo “peccato originale”. Oltre alla c.d. penale del 10%, il Comune dovrà anche pagare i veicoli inspiegabilmente già

realizzati dalla Translhor. Indipendentemente dalle modalità di pagamento, ciascun veicolo

(composto di tre vagoni) contrattualmente costa, al netto dell’Iva e della rivalutazione

monetaria, 2,25 milioni di Euro ed il Comune ha già riconosciuto nel 2010, mediante formale

approvazione di due stati avanzamento lavori (SAL), il completamento di 6 veicoli più la scocca

di un settimo. Oltre ai veicoli, con il secondo SAL sono state approvate anche spese tecniche per circa 2,5 milioni di Euro. Ora siamo nella fase in cui il Comune, se non l’avesse già fatto, dovrebbe preoccuparsi di uscire da questa trappola in cui si è volontariamente cacciato, riducendo al minimo gli esborsi per le sue casse. Rinascita Civile è a disposizione del Sindaco e dei suoi tecnici per dare un contributo di idee e soluzioni affinché lo spreco di denaro pubblico, cioè dei cittadini, sia per quanto possibile limitato. Sarà comunque un bagno di sangue di cui qualcuno prima o poi dovrà rispondere». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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