Duecento immobili sequestrati alla mafia destinati a famiglie e imprese colpite dalla crisi

Venerdì 5 Giugno 2020 di Cristiana Mangani
I beni sequestrati alla mafia assegnati a famiglie e imprese in crisi economica per l'emergenza provocata dal Coronavirus.  “Spazi per ricominciare” è il piano messo a punto dal Viminale per aiutare persone e territori in difficoltà. I locali arrivano dal patrimonio dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, guidata dal prefetto Bruno Frattasi. E' stato proprio lui, alla fine di aprile, a chiedere una ricognizione ai suoi tecnici, per individuare gli immobili da poter destinare all'iniziativa. Al momento ne sono stati individuati circa 200, tra magazzini, ville, alberghi, stalle, negozi, terreni. Tutti in condizioni tali da poter essere consegnati gratis, in via provvisoria, ai Comuni e alle imprese, proprio per incoraggiare la ripresa e aiutare le zone maggiormente colpite dal virus.

L'elenco degli stabili potrebbe aumentare. Il piano che ha ottenuto l'imprimatur della ministra Luciana Lamorgese, rientra nell'ambito di quelle attività sollecitate dal Viminale agli enti locali, per contrastare la possibile espansione degli interessi mafosi nelle fasi di ripresa dopo il lockdown. Sono 49 gli immobili individuati nel Lazio, 48 in Toscana, 25 in Campania, 20 in Lombardia, 18 in Sicilia, 14 in Calabria, 6 in Piemonte, 3 in Emilia Romagna, e i rimanenti nelle altre regioni. Si parte con la provincia di Parma, zona particolarmente colpita dall'emergenza legata al Covid-19, il decreto è prossimo alla firma. Il Comune di Sorbolo dovrà destinare sei appartamenti, in questo caso ad affitto agevolato, a una serie di famiglie in gravi difficoltà economiche. Il prefetto Frattasi ha tenuto a coinvolgere nel progetto Unioncamere e la proposta verrà diffusa attraverso il circuito delle Camere di commercio.
La disponibilità dei beni «è immediata e gratuita» ed è temporanea, ma  l'Agenzia, a conclusione del periodo di assegnazione, potrà valutare se assegnarla anche in modo definitivo. E, a quel punto, la procedura di tipo emergenziale potrebbe consentire al Comune che riceve il bene, di cambiarne la destinazione d'uso, ottenendo un doppio risultato: sequestrare beni alla mafia e aiutare, allo stesso tempo, chi ne ha bisogno, evitando così che l'immobile finisca in abbandono. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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