Guerra Ucraina, le prime mosse del governo italiano: più militari «sul fianco Est della Nato» e sanzioni «dure»

Ucraina, le prime mosse del governo italiano: più militari «sul fianco Est della Nato» e sanzioni «dure»
di Francesco Malfetano
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Giovedì 24 Febbraio 2022, 15:19 - Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 00:06

L'immediato potenziamento dei contingenti lungo il fronte Est della Nato, sostegno logistico ed economico per l'Ucraina e, ovviamente, «dure» sanzioni per la Russia. Sembra essere questa, in estrema sintesi, la prima risposta italiana all'attacco condotto da Mosca contro Kiev. La situazione è ancora molto fluida ma, al pari di tutto l'Occidente, l'esecutivo sta elaborando le proprie mosse. L'Ucraina, del resto, «è una nazione amica» ha chiarito il premier Mario Draghi in conferenza stampa poche ore fa, e l'attacco sferrato dalla Russia «riguarda tutti noi, il nostro vivere da liberi, la nostra democrazia».

Draghi: «Putin metta fine allo spargimento di sangue e ritiri le truppe in modo incondizionato»

Le prime mosse del governo italiano

Perché la risposta venga formalmente definita però c'è bisogno ancora di tempo. Draghi infatti ha riunito stamattina prima il Consiglio dei ministri e poi il Consiglio interministeriale di sicurezza della Repubblica, ma è atteso da appuntamenti ancora più importanti. Nel pomeriggio ci sarà la riunione del G7 e poi il Consiglio supremo di Difesa, convocato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. In seguito il premier volerà a Bruxelles per il Consiglio straordinario della Ue, prima di informare domattina le camere e, infine, attendere. Un'agenda articolata su cui Draghi ha già dato qualche anticipazione. Così se è chiaro che questa sera sarà definita l'entita delle sanzioni economiche che colpiranno la Russia in tutto il mondo, non lo è affatto la strategia che verrà adottata sul campo. La sola certezza è che non ci saranno truppe italiane o Nato in Ucraina. L'eventualità infatti, scatenerebbe un ampliamento immediato del conflitto che va necessariamente evitato. E allora, proprio di concerto con le forze del patto atlantico, l'Italia prenderà parte all'annunciato potenziamento del fronte Est della Nato. È infatti previsto che il contingente italiano aumenti. «Per farlo è necessario un decreto legge - spiegano fonti di governo - che adotteremo presto, molto presto». In altri termini si moltiplicheranno le truppe stanziate in Lettonia. Almeno il doppio secondo alcuni analisti dei circa 230 soldati e 130 mezzi terrestri che oggi si trovano nel paese baltico con il Task group baltic. Non solo. È da chiarire se anche le operazioni di sorveglianza aerea condotte dai 4 caccia Eurofighter nella base di Costanza in Romania, saranno incrementate.

 

Al netto di richieste necessarie ma ormai difficilmente realizzabili come il «ritiro incondizionato» delle truppe fuori dai confini «internazionalmente riconosciuti» dell'Ucraina avanzato da Draghi, l'idea è quella di arginare il prima possibile l'azione militare russa, limitandola al territorio ucraino. Cioè scongiurare che il mirino di Vladimir Putin possa impostarsi sui sempre reclamati Paesi baltici: Estonia, Lettonia e Lituania (con quest’ultima che non a caso ha appena proclamato lo stato d’emergenza). A differenza dell'Ucraina, si tratta di membri della Nato e dell’Unione europea dal 2004, e qualora finissero sotto attacco lo scenario cambierebbe completamente. I Paesi attaccati potrebbero richiedere l'attivazione dell'articolo 5 del Trattato istitutivo che, come accadde per gli Usa in Afghanistan, solleciterebbe un intervento militare dei Paesi alleati. Si arriverebbe cioè allo scontro frontale.

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