Legge Spazzacorrotti, la Consulta boccia la retroattività: «Incostituzionale»

Mercoledì 12 Febbraio 2020
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È illegittima l'applicazione retroattiva della Legge Spazzacorrotti. Lo ha stabilito la Corte costituzionale. La Corte costituzionale, spiega una nota, ha esaminato le censure sollevate da numerosi giudici sulla retroattività della legge Spazzacorrotti, che ha esteso ai reati contro la pubblica amministrazione le preclusioni previste dall'articolo 4 bis dell'Ordinamento penitenziario rispetto alla concessione dei benefici e delle misure alternative alla detenzione. E ha preso atto che, secondo la costante interpretazione giurisprudenziale, le modifiche peggiorative della disciplina sulle misure alternative alla detenzione vengono applicate retroattivamente, e che questo principio è stato sinora seguito dalla giurisprudenza anche con riferimento alla legge Spazzacorrotti. La Corte ha dichiarato che questa interpretazione è costituzionalmente illegittima con riferimento alle misure alternative alla detenzione, alla liberazione condizionale e al divieto di sospensione dell'ordine di carcerazione successivo alla sentenza di condanna. Secondo la Corte, infatti, l'applicazione retroattiva di una disciplina che comporta una radicale trasformazione della natura della pena e della sua incidenza sulla libertà personale, rispetto a quella prevista al momento del reato, è incompatibile con il principio di legalità delle pene, sancito dall'articolo 25, secondo comma, della Costituzione. 

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«Io rispetto la decisione della Corte costituzionale, ora aspettiamo le valutazioni, ma dal comunicato si evince che la Corte chiarisce che una parte della legge spazzacorrotti, quella che riguarda l'irrigidimento dell'accesso ai benefici penitenziari, non si può applicare retroattivamente. Voglio tuttavia chiarire che non c'era una norma della legge spazzacorrotti che diceva che si doveva applicare retroattivamente, quella era una interpretazione che facevano i giudici, c'era un indirizzo giurisprudenziale su cui adesso la Corte interviene stabilendo che quella parte di norma non può essere applicata retroattivamente. Semplicemente questo» ha puntualizzato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

M5S: legge è costituzionale, stop fake news. «La Consulta non ha dichiarato incostituzionale lo 'spazzacorrotti', a differenza di quanto le opposizioni, compreso Renzi, si stanno affrettando a gridare ai quattro venti. Ha chiarito che il divieto di concessione dei benefici penitenziari ai condannati per gravi reati contro la pubblica amministrazione deve valere per i reati commessi dall'approvazione della legge 'spazzacorrotti' in poi e non per quelli commessi prima. La pronuncia della Consulta riguarda l'applicazione retroattiva che i giudici hanno fatto valere fino ad oggi. La norma che abbiamo approvato nella legge 'spazzacorrotti' è viva e funziona perfettamente». Così, in una nota, i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione giustizia alla Camera.

«Vogliamo esprimerci con fermezza - prosegue il comunicato - per stigmatizzare il comportamento di chi dimostra, ancora una volta, di non perdere occasione per offrire al dibattito narrazioni inventate di sana pianta con l'obiettivo di nascondere le notizie che lo riguardano. Da Renzi, che in passato si è visto bocciare più di una legge, non accettiamo lezioni, men che meno di diritto. La legge anti-corruzione voluta dal MoVimento 5 Stelle e dal Ministro Bonafede è il più avanzato strumento di contrasto al malaffare che l'Italia abbia mai avuto. Si tratta di una conquista epocale per i cittadini e per tutti gli italiani onesti; qualcosa di molto diverso da quello che i vecchi partiti avevano prodotto in passato».

Ultimo aggiornamento: 18:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA