Giustizia, domani vertice notturno a Palazzo Chigi, scontro tra Pd e M5S sulla prescrizione

Lunedì 18 Novembre 2019
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede
«La verità è che siamo lontani, distanti anni luce». Così una fonte di governo di primo piano fotografa all'Adnkronos lo stato dell'arte dei rapporti tra M5S e Pd sulla riforma della giustizia: il testo domani tornerà nuovamente al tavolo di Palazzo Chigi per un vertice che si preannuncia durissimo.

L'incontro dovrebbe cominciare attorno alle 22 -al rientro del premier Giuseppe Conte da Berlino- e andare avanti a lungo. Perché il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, punta a chiudere la 'praticà domani stesso, «basta tergiversare», va ripetendo in queste ore. Ma sulla riforma, in particolare sul nodo della prescrizione, le distanze tra i due soci di maggioranza del governo Conte bis appaiono siderali.

Bonafede è stato chiaro: il blocco della prescrizione dopo il processo di primo grado -inserito nella legge Spazza corrotti votata con la Lega- deve partire da gennaio 2020, nessuno slittamento è concesso. In cambio punta su processi più rapidi. Ma la legge, cavallo di battaglia del M5S, cancella la precedente normativa scritta dall'allora ministro Andrea Orlando, con la prescrizione sospesa per 36 mesi tra appello e Cassazione. Ecco perché i dem vorrebbero un rinvio che consenta di lavorare meglio alla riforma e intervenire anche sul testo della prescrizione, prevedendo una durata variabile per grado di giudizio e attuando comunque, viene fatto notare, una sforbiciata dei tempi. Da qui un sudoku di difficile soluzione, nonostante l'intento di Bonafede di chiudere la partita «senza tirarla ancora per le lunghe». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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