CORONAVIRUS

Sicilia, sei zone rosse: Musumeci firma una nuova ordinanza. Sono 1.673 i casi in due giorni

Mercoledì 31 Marzo 2021
Sicilia, sei zone rosse: Musumeci firma una nuova ordinanza. Sono 1.673 i casi in due giorni

In Sicilia sono sei le nuove zone rosse: il presidente Musumeci ha firmato una nuova ordinanza ad hoc, mentre sono 1.673 i casi di contagio in due giorni. Istituite, dunque, altre sei zone rosse in Sicilia. Il presidente della Regione Nello Musumeci ha appena firmato una nuova ordinanza che «blinda» da venerdì 2 a mercoledì 14 aprile i Comuni di: Borgetto, Ciminna, Mezzojuso e Partinico in provincia di Palermo, Lampedusa e Linosa nell'Agrigentino e Priolo Gargallo in provincia di Siracusa. Il provvedimento è stato adottato su richiesta dei sindaci e sulla scorta delle relazioni delle Asp, a seguito dell'aumento di casi positivi al Covid. Diventano, così, 27 le zone rosse sul territorio regionale.

 

Bollettino coronavirus di oggi 31 marzo, 23.904 casi e 467 morti. In Lombardia 3.943 contagi, Veneto 2.317, Piemonte 2.298. Tasso positività sale al 6,8%

Covid Lazio, bollettino oggi 31 marzo 2021: 1.800 nuovi casi (902 a Roma) e 38 morti

 

 

Sono 1.673 i casi in due giorni

 

«In riferimento ai dati da noi comunicati oggi alla Protezione civile, e poi pubblicati dalla piattaforma del Ministero della Salute - Istituto di Sanità, si precisa che i nuovi positivi registrati in Sicilia relativamente alle giornate del 30 e 31 marzo sono 1673, per una media di 837 casi giornalieri, dunque in linea con quelli comunicati nei giorni scorsi. Il dato trasferito erroneamente in precedenza, per la pubblicazione sulla piattaforma, faceva invece riferimento al totale dei tamponi positivi inclusi quelli di conferma, cioè comprendente i positivi già rilevati. Quanto sopra è stato già comunicato al Ministero che, nella giornata di domani, ci consentirà di accedere alla piattaforma per rettificare il dato in questione». Lo precisa in una nota di rettifica il dirigente generale del Dasoe, assessorato regionale alla Salute, Mario La Rocca. «Quanto sopra - precisa ancora il dirigente - è avvenuto a causa del blocco delle caselle email di posta certificata, disposto nell'ambito dell'inchiesta in corso. Tale blocco ha provocato inevitabili disfunzioni e rallentamenti nelle consuete procedure di comunicazione dei dati, procedure peraltro affidate ad un nuovo gruppo di lavoro».

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA