COVID

Scuola, allarme presidi: stop al metro di distanza per il ritorno in presenza al 100%. Giannelli «gli spazi sono quelli che sono»

Giovedì 22 Aprile 2021
Presidi, stop al metro di distanza per ritorno a scuola

Abolire il metro di distanza come misura anti Covid per un rientro a scuola a settembre al 100%. A chiederlo è Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, in un'intervista rilasciata a InBlu2000, perché «gli spazi a scuola sono quelli che sono». Giannelli aggiunge come la scelta di far tornare in classe i ragazzi a cinque settimane dalle fine dell'anno scolastico sia «una scelta politica che si effettua tenendo presente i pro e contro» e «ha un valore simbolico. Tutti noi speriamo che per settembre si riesca a raggiungere l'immunità di gregge».

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Sul fronte vaccini invece sempre Giannelli fa sapere come ad aver ricevuto la prima somministrazione sarebbe stato circa il 77% del personale scolastico, calcolando anche i dipendenti delle mense, i lavoratori socialmente utili, i supplenti e anche quelli che non insegnano. Un buon numero per Giannelli che poi però prosegue «il problema è che questa campagna si è fermata per dare priorità unicamente alla vaccinazione per fasce di età. Abbiamo criticato e continuiamo a criticare questa decisione perché riteniamo che comunque si dovesse continuare anche sul personale scolastico anche se in priorità minore. La seconda dose l’hanno avuta poche migliaia di persone. Credo che non arrivino a 10mila», ha concluso.

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Alla sua voce si aggiunge quella di Mario Rusconipresidente dell'Associazione nazionale presidi di Roma e Lazio«L'annuncio del Governo che i ragazzi possano tornare tutti a scuola, è sicuramente positivo- dice in un intervento a Sky- la scuola è in presenza, fatta di interazione ma molte scuole superiori nelle grandi città non sono in grado di mantenere il distanziamento di 1 metro di distanza». Quindi, denuncia Rusconi, «se dovessero mantenersi gli standard di distanziamento indicati dal Cts e finora in vigore, la riapertura per il 100% degli studenti per molte scuole di Roma e del Lazio il prossimo settembre è pressoché impossibile». Questo perché «le scuole italiane hanno un eccesso di alunni nelle stesse classi e oggi è dannoso dal punto di vista epidemiologico ma è anche una aberrazione dal punto di vista formativo. Avere classi con 28-30 e oltre ragazzi, magari con un disabile, significa avere una fabbrica di dispersione scolastica: non è un problema creato dal Covid, è trentennale ma dobbiamo approfittare del momento e del Recovery per una normalità formativa che vuol dire avere 20-22 alunni per aula, per assicurare loro un destino formativo positivo».
Altro problema non indifferente sarebbe quello dei trasporti pubblici a Roma e nel Lazio in generale, 
«come ci mostrano molte foto che ci stanno inviando i nostri studenti, costringe a viaggiare su mezzi ultra affollati che non garantiscono minimamente il distanziamento personale». L'augurio finale di Rusconi in definitiva è quello di «aprire un tavolo fra i presidi, dirigenti delle aziende di trasporto, Regione Comuni, Province e Città metropolitana per definire piani di trasporto adeguati e rispettosi delle norme profilattiche sia per gli studenti che per il personale della scuola tutta».

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Ultimo aggiornamento: 17:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA