Samuele, bimbo morto cadendo dal balcone a Napoli: per l'imputabilità del domestico decisivo incidente probatorio

Samuele, bimbo morto cadendo dal balcone a Napoli: per l'imputabilità del domestico decisivo incidente probatorio
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Martedì 21 Settembre 2021, 19:26 - Ultimo aggiornamento: 19:35

Un incidente probatorio per decidere il futuro di Mariano Cannio, il domestico accusato di aver ucciso il piccolo Samuele gettandolo dal balcone di Napoli. Il suo futuro è legato all'esito degli accertamenti: si giocherà lì la partita dell'imputabilità del domestico di 38 anni accusato dalla Squadra Mobile e dalla Procura di Napoli di avere ucciso, lasciandolo cadere nel vuoto, Samuele, il bimbo di 4 anni morto venerdì scorso. L'avvocato dell'indagato ha chiesto l'accertamento che appare dirimente, durante l'udienza di convalida, anticipando, di fatto, le intenzioni degli inquirenti. L'obiettivo primario, infatti, è accertare se Mariano Cannio, che si è detto in cura per una patologia psichiatrica mai resa nota alla famiglia della piccola vittima, fosse capace di intendere e di volere quando ha commesso il tragico gesto.

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L'interrogatorio

Agli investigatori, durante l'interrogatorio reso in presenza dell'avvocato d'ufficio, Cannio ha riferito, di essere affetto da una patologia psichiatrica e che per questo motivo era in cura presso un centro di igiene mentale della zona. Nell'interrogatorio, dopo avere ammesso di aver lasciato cadere il bimbo nel vuoto, ha anche affermato di essere stato colto da un senso di colpa («mi sentivo in colpa per quello che era accaduto essendo consapevole di esserne la causa»). Tutte dichiarazioni che hanno spinto gli inquirenti a volerci vedere chiaro sul suo stato di salute. Al momento l'ipotesi più plausibile è l'omicidio volontario aggravato del piccolo, commesso da Canio quando la mamma era in bagno a causa di un malore. Un'accusa che anche il gip Valentina Gallo ha confermato nell'ordinanza con la quale ha emesso nei suoi confronti una misura cautelare in carcere.

La capacità di intendere e di volere

L'incidente probatorio dovrà fare luce anche sulla pericolosità sociale dell'indagato che, se confermata, anche in presenza dell'incapacità di intendere e di volere, potrebbe comunque portare a una misura di sicurezza personale provvisoria. Ovviamente la capacità di intendere e di volere del domestico lo condurrebbe verso un giudizio che, per la gravità dell'ipotesi accusatoria formulata, contempla anche la pena dell'ergastolo.

L'autopsia e i funerali

Intanto, oggi, si è svolto, nel Secondo Policlinico, l'esame autoptico sul corpicino del bimbo, preceduto dal conferimento, negli uffici della Procura partenopea, dell'incarico ai consulenti. Al termine degli accertamenti la salma è stata restituita alla famiglia per i funerali, che saranno celebrati alle 12 di domani nella chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci. A via Foria, attraverso un cartello affisso al muro, «vietato fare foto e video per rispetto alla famiglia», gli abitanti chiedono che cali il silenzio sulla morte tragica del piccolo. Un invito rivolto alla stampa ma anche a quei "curiosi" che in questi giorni hanno pubblicato su chat e social alcuni video. In strada, dopo la confessione di Mariano Cannio, nessuno ha più voglia di parlare. Non c'è più la forza di commentare le dichiarazioni rilasciate dall'accusato. «Un mostro», è il commento laconico di un uomo fermo davanti all'altarino dedicato alla memoria di Samuele dove, dal giorno della tragedia, i cittadini lasciano un proprio segno di vicinanza: fiori bianchi, peluche, magliette del Napoli e palloncini bianchi e azzurri con cui recita un cartello, «ora Samuele, vola più in alto che puoi».

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