Samantha in stato vegetativo irreversibile, il papà potrà opporsi ai trattamenti vitali: «La fine del calvario è più vicina»

Oggi la sentenza del tribunale di Belluno che l'ha nominato aministratore di sostegno della figlia trentenne

Samantha in stato vegetativo irreversibile, il papà potrà opporsi ai trattamenti vitali: «La fine del calvario è più vicina»
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Mercoledì 10 Novembre 2021, 19:19 - Ultimo aggiornamento: 20:26

«No, a un miracolo non ho mai creduto. Ho creduto e credo a quello che hanno sempre detto i medici sulle condizioni irreversibili di Samantha», dice la signora Genzianella con gli occhi lucidi ma la voce ferma e serena. La non-vita della figlia 30enne Samantha D'Incà potrebbe durare ancora poco. Forse qualche settimana. Dopodichè, papà Giorgio potrà dire ai medici che è giusto staccare le macchine che alimentano la figlia  - in stato vegetativo irreversibile da 11 mesi - avrebbe voluto così. Impossibile descrivere come una vittoria quanto è avvenuto oggi in Tribunale a Belluno.

Eutanasia, i genitori di Samantha sono contro l'accanimento terapeutico

Giorgio D'Incà, con a fianco la moglie Genzianella e fratello gemello di Samy, ha portato a termine la sua dolorosa battaglia: vedersi riconoscere dai giudici il diritto a decidere per conto della figlia Samantha, inchiodata da quasi un anno al letto di una residenza sanitaria alle porte di Belluno.

Lo scoglio alla decisione era il fatto che non esiste un testamento biologico della giovane, entrata in coma il 4 dicembre 2020, per le conseguenze di una grave infezione contratta dopo un'operazione in ospedale per la frattura di un femore. I genitori hanno dovuto così ricostruirne le volontà, testimoniando davanti ai magistrati e al comitato etico che la figlia aveva espresso in modo inequivocabile il rifiuto a qualsiasi accanimento medico, nel caso le fosse successo qualcosa di grave.

Posizioni che avevano raccolto dalla ragazza anche in occasione della vicenda che appare così simile alla sua, quella di Eluana Englaro, e della 'dolce morte' scelta da Dj Fabo. Samantha avrebbe ritenuto giusto che a chi soffriva in quel modo fosse concessa l'eutanasia.

«In questa fase non sono il genitore, ma è come fossi Samantha, e devo agire come avrebbe voluto lei. Sono certo che non avrebbe accettato alcun accanimento», dice oggi Giorgio D'Incà, dopo l'udienza, tenuta in video conferenza, collegato dallo studio dell'avvocato Davide Fent. Nell'udienza Giorgio D'Incà ha accettato l'incarico di amministratore di sostegno attribuitogli dal giudice tutelare Umberto Giacomelli.

«Da oggi - spiega - avrò la possibilità di autorizzare o meno i trattamenti che i medici mi proporranno, in un senso o nell'altro». Sui tempi che potranno portare al 'fine vita', D'Incà precisa che la prossima settimana è prevista una riunione anche con sanitari e il comitato etico. Quest'ultimo, riferisce D'Incà, avrebbe già considerato «l'alimentazione forzata una forma di accanimento terapeutico». «Ci saranno dei tempi organizzativi, non posso dire quando si attiverà il percorso che andremo a scegliere», spiega ancor ail padre di Samy riferendosi alla tempistica delle future decisioni.

In questi giorni è stata ricordata la relazione di ormai sei mesi fa del luminare Leopold Saltuari. «Ha detto - spiega D’Incà - che se si dovesse fare una lunga riabilitazione forse Samantha potrebbe avere questo minimo miglioramento, raggiungendo le facoltà di un bimbo di 2 mesi». La ragazza, che a 20 giorni dall’operazione per una frattura al femore era finita in coma vegetativo, attualmente ha le facoltà di un bimbo di un mese. E' mantenuta in vita con nutrizione e idratazione artificiali ed è bloccata in posizione fetale.

Quello dell'alimentazione forzata è uno snodo importante perchè il provvedimento non consente a Giorgiò D'Incà di chiedere lo spegnimento delle macchine ma potrà invece opporsi al proseguimento dei trattamenti vitali, se l'equipe medica stabilisse che idratazione e respirazione artificiale non sono più nell'interesse della paziente. Ovvero non potranno modificare il suo stato vegetativo. Nello stesso parere del comitato etico dell'Usl di Belluno si parlava già di «desistenza dal trattamento di nutrizione artificiale».

La decisione ultima, in ogni caso, dovrà essere presa dall'equipe medica della Rsa che ha in cura la giovane. Se anche loro riterranno che non ha senso proseguire nello stato vegetativo in cui si trova Samy, allora papà Giorgio potrà dire sì alla sedazione profonda, e mettere fine al calvario della figlia.

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