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Propaganda pro-Putin e disinformazione russa, Gabrielli: «Nessun dossier. Monitoriamo le fake news, non le opinioni»

Il sottosegretario: da noi non c’è la Spectre

Propaganda pro-Putin e disinformazione russa, Gabrielli: «Nessun dossier, nessuna Spectre»
di Valeria Di Corrado
5 Minuti di Lettura
Venerdì 10 Giugno 2022, 23:27 - Ultimo aggiornamento: 11 Giugno, 11:21

«In Italia non esiste nessun Grande Fratello, nessuna Spectre. Nessuno nel nostro Paese, tanto meno il Governo, vuole investigare sulle opinioni», mentre i riflettori sono accesi «sulla circolazione di fake news». Pur essendo risultato positivo al Covid, il sottosegretario alla presidente del consiglio Franco Gabrielli è voluto intervenire ieri in una conferenza stampa convocata da Palazzo Chigi per fare chiarezza sul «bollettino speciale sulla disinformazione nel conflitto russo-ucraino», realizzato a «cura del Dis, con i contributi di Aise, Aisi e Maeci».

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«Si riesumano - ha spiegato Gabrielli, in merito alle accuse di dossieraggio - tempi e circostanze che ognuno di noi pensa di essersi lasciato alle spalle. Le opinioni sono rispettate sempre, cosa diversa sono le fake news e la loro orchestrazione che, qualora accertata, potrebbe essere oggetto di un’attività di altro tipo». L’Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica ha precisato che è stata l’Unione europea, già prima della pandemia, a sollecitare i Paesi membri a dotarsi di strumenti in grado di contrastare la «minaccia ibrida»: «una minaccia per sua natura subdola, che può insinuarsi in attività lecite - ha spiegato Gabrielli - ma che possono diventare strumenti per condizionare la vita degli altri Paesi.

L’unico antidoto alla propaganda è la libera informazione».
Dal 2019, nell’ambito di un tavolo interministeriale, è stata quindi avviata «un’attività di ricognizione di fonti aperte» sulla disinformazione, che «non ha nulla a che vedere - ha chiarito Gabrielli - con l’attività di penetrazione informativa dell’intelligence o con la schedatura e il dossieraggio di persone». Il sottosegretario ha precisato che «lo staff» di Mario Draghi «era a conoscenza del report. «I 4 bollettini elaborati da febbraio non avevano mai evidenziato significative emergenze e sono stati da me rappresentati al presidente del Consiglio». 

IL CONTENUTO DEL REPORT

Per dimostrare che non ci sono liste di proscrizione o di persone schedate per via delle loro opinioni filorusse, il bollettino - che era classificato come “riservato” (il livello minimo di protezione di un documento dell’intelligence) - ieri è stato declassificato. «Era stato protocollato il 3 di giugno e il Copasir lo ha ricevuto il 6», ha precisato Gabrielli. «Nessun giornalista o politico - ha sottolineato Gabrielli - è oggetto di investigazione o monitoraggio. Voglio rassicurare l’ex presidente della commissione Esteri, Vito Petrocelli, che si è sentito giustamente leso da questa vicenda (della cosiddetta “lista dei putiniani d’Italia”, ndr), che il suo nominativo non compare in nessun tipo di investigazione». 

GLI ITALIANI CITATI

Sono 6 gli italiani citati nel bollettino. «Secondo Alberto Fazolo, economista iscritto all’albo dei giornalisti del Lazio come pubblicista e intervenuto durante il programma “DiMartedì” in onda su La7, il numero di reporter rimasti uccisi in Ucraina negli ultimi otto anni ammonterebbe a circa 80, introducendo così - si legge nel report - un nesso di consequenzialità tra l’elevato numero di decessi dei giornalisti e la presenza su quel territorio di formazioni para-militari di matrice neonazista come il battaglione Azov». Nel documento si cita il «canale “Giubbe rosse” noto per la matrice ideologica euroasiatica» e si osserva che alcuni di questi contenuti sono stati rilanciati dal «canale riferibile a Giorgio Bianchi, noto freelance italiano presente in territorio ucraino con finalità di attivismo politico-propagandistico filo-russo». Ancora, si segnala «l’intervista a Rosangela Mattei, nipote di Enrico Mattei» rilanciata anche sui «social da noti influencer antigovernativi e filorussi». Nel bollettino si parla anche di un tweet del partito conservatore olandese «Forum voor Democratiè» che «ha dato vita a una campagna mediatica contro il presidente Zelensky, ripreso anche da influencer italiani, ad esempio la blogger Francesca Totolo del Primato Nazionale». 

Si fa riferimento alla manifestazione pro-Russia «promossa dal Comitato Ucraina antifascista» spiegando che «il gruppo Fb collegato a tale evento è amministrato da Rolando Dubini, uno degli utenti più attivi nella pubblicazione di contenuti dedicati al sostegno dell’operazione militare speciale in Ucraina, dei quali fanno parte utenti afferenti alla galassia no vax».   Infine si menziona il «documentario sulla russofobia, mandato in onda sull’emittente Russia Today con traduzione in italiano, nel quale si fa riferimento diretto all’eurodeputata Francesca Donato, descritta come colei che ha votato contro l’invio di armi in Ucraina».

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