Pos fuori uso perché «manca la linea», ma era tutto un bluff: egozianti multati in Veneto

La finanza ricorda che non vengono multati imprenditori, artigiani e professionisti che non possono accettare il pagamento con carta nei casi di oggettiva impossibilità

Pos fuori uso perché «manca la linea», ma era tutto un bluff: egozianti multati in Veneto
di Olivia Bonetti
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 24 Agosto 2022, 13:29 - Ultimo aggiornamento: 25 Agosto, 14:08

BELLUNO - «Il Pos non funziona». «Per un importo così basso non si può pagare col bancomat». «È rotto». «Non c'è linea». Queste le scuse più frequenti dei furbetti del Pos: scuse che non reggono più, però, quando arriva la finanza. È capitato anche in provincia ove ne sono stati stanati due. Da quando è entrata in vigore la nuova legge, sono fioccate le prime multe: una in un locale di Feltre, l'altra in Cadore. Il conto che sta per arrivare ai commercianti è di 30 euro ciascuno. Ma questa è solo la parte fissa: la multa è doppia viene calcolato anche il 4% sul valore della transazione. Come previsto dalla normativa, il rapporto dell'accertamento è stato trasmesso al prefetto di Belluno, con la prova delle contestazioni eseguite. Sarà palazzo dei Rettori ora ad emettere la sanzione.

Furbetti del Pos, conti separati vietati per non pagare le commissioni. «Abbiamo dovuto saldare in contanti»

Furbetti del Pos, raffica di segnalazioni alla finanza

Sono tantissime le segnalazioni che arrivano al 117, di clienti che si vedono rifiutare i pagamenti con moneta elettronica in provincia. Un'impennata poi in questo periodo di ferie. «Viaggiamo con una media di un paio di chiamate al giorno - spiega il comandante provinciale della guardia di Finanza, colonnello Dario Guarino - con interventi effettuati sul tutto il territorio bellunese». E durante le verifiche scattate dopo esposti dei clienti, sono state riscontrate la violazione ed elevate le multe ai titolari degli esercizi. «L'obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici è una legge spiegano dalla Finanza è indipendente dall'entità del corrispettivo e dalla natura del cedente o prestatore». È la norma, contenuta nel Decreto legge 36 del 30 aprile 2022 del Consiglio dei ministri (Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr), entrata in vigore il 30 giugno scorso. Il comandante della Finanza invita tutti i clienti che riscontrano dei problemi a chiamare subito il 117.

Pos, la prima multa in Veneto

La gelateria rifiuta il pagamento di 20 euro e il cliente chiama la finanza Pos negato, come funzionano i controlli I finanzieri del comando provinciale, quindi come si diceva, sono impegnati in un paio di controlli al giorno. Ma c'è un grande lavoro dietro: dopo la chiamata del cliente si procede sempre all'accertamento sul posto. Si verificano le effettive condizioni e se ci sono problemi di linea, oltre ad altre questioni previste dalla legge. In particolare, va ricordato, che la sanzione scatta solamente se il consumatore si vede negare il pagamento elettronico dal commerciante, dall'esercente o dal professionista. Sembra banale ricordarlo ma la legge è chiara: nel caso in cui uno di questi operatori economici non abbia il Pos ma il cliente paga in contanti senza manifestare la volontà di pagare con carta o bancomat, non scattano le condizioni per le sanzioni. Quindi deve essere una esplicita richiesta con esplicito rifiuto.

In Umbria raffica di multe ai commercianti fuorilegge del pos

Se la linea manca davvero niente multa

Infine la finanza ricorda che non vengono multati imprenditori, artigiani e professionisti che non possono accettare il pagamento con carta nei casi di oggettiva impossibilità tecnica. E nella nostra provincia, soprattutto ad alta quota non è infrequente: spesso manca la connessione e un pagamento elettronico è una missione impossibile. Basti ricordare il caso di quel ristorante nel Basso Feltrino costretto addirittura ad uscire dal locale per prendere campo e garantire il pagamento bancomat al momento del conto: per la cronaca lo storico ristorante ha chiuso proprio perché non riusciva a far fronte alla digitalizzazione. Ma vale la regola che in caso di guasti o disservizi non si rischiano sanzioni e qualora il cliente effettui una segnalazione alla Guardia di Finanza, l'impossibilità tecnica deve comunque essere provata. «Se riscontriamo nell'accertamento che ci sono problemi di linea - conferma il colonnello Dario Guarino - la sanzione non è applicabile: sono casi di oggettiva impossibilità tecnica». Non sono stati segnalati casi, per ora, di esercenti che alzino il prezzo per i pagamenti elettronici: è accaduto in altre parti d'Italia che si richieda un pagamento extra per l'utilizzo del Pos.

© RIPRODUZIONE RISERVATA