Mussolini, riapre la cripta. Il sindaco di Predappio: «Sterili polemiche, sollievo per attività commerciali»

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Sabato 22 Maggio 2021, 13:11 - Ultimo aggiornamento: 4 Giugno, 12:37

Roberto Canali, sindaco di Predappio (Emilia-Romagna), è intervenuto sulla riapertura della cripta di Benito Mussolini chiusa per lavori di restauro nel 2017. La notizia della riapertura al pubblico aveva creato molte polemiche, anche in previsione dei potenizali assembramenti che ne potevano seguire: «Ormai ci siamo abituati. La cripta riapre e partono le polemiche, che ritengo sterili e poi non sono una grande novità», ha detto Canali all'Adnkronos. «So che in questi anni di chiusura si erano, forse, create delle aspettative - ha detto ancora Canali - ma credo che rimarrà aperta tutti i giorni o comunque con una certa continuità. Poi non se ne parlerà più, scemeranno anche le polemiche. D'altronde nel bene o nel male fa parte della storia».

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«Non mi pare siano previste manifestazioni di alcun genere, non ho informazioni al riguardo. E poi con le norme anti contagio ancora in vigore serve attenzione. - evidenzia Canali - Mentre per il paese questa riapertura è importante, per i commercianti e i ristoratori soprattutto. Un afflusso di persone continuo, spalmato nel lungo periodo, darebbe un certo sollievo alle attività commerciali del paese. Ora è tutto tranquillo e spero che si mantenga tale anche nel rispetto del luogo, un cimitero, dove ci sono defunti che riposano e i parenti che fanno visita: serve rispetto per tutta la nostra comunità», conclude Canali.

Nipote Rachele: «Io in disaccordo con la famiglia»

«Stiamo facendo riunioni in videoconferenza con la famiglia perché non è stata una decisione congiunta, ma una decisione di soli due membri. Io sono per la riapertura della cripta perché questa era la volontà di mia nonna. Ma la cripta è privata, quindi va riaperta in sicurezza, c'è ancora una pandemia in corso quindi è necessario riaprire con la certezza di poter garantire controlli, distanziamento e areazione. Le due persone che hanno deciso di riaprire sostengono di avere stipulato l'assicurazione, ma noi non siamo gente sconsiderata», ha detto  la nipote di Benito Mussolini, Rachele.

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«La volontà è di aprire - prosegue -, ma poi c'è chi lo vuole fare in modo più complicato e chi vuole un'apertura più intelligente e in sicurezza, come la sottoscritta. La decisione non è stata congiunta quindi siamo contrariati. Quella che era l'intenzione di mia nonna è di tenerla aperta ma trovando una quadra tra i membri della famiglia. Loro hanno fatto una cosa grave, probabilmente partiranno delle denunce. Non vogliamo polemiche. Ci rendiamo anche conto che ci sono ristoratori, esercenti di Predappio, che sono piegati dal covid ma anche dalla chiusura della cripta perché sostanzialmente Predappio è conosciuta in tutto il mondo come paese natale di mio nonno». 

«La cripta - prosegue Rachele Mussolini - è un bene privato della famiglia e nel bene e nel male siamo noi che decidiamo quando aprire e se aprire. Sono tre anni che ci lavoriamo e lo vogliamo fare in sicurezza, senza creare situazioni pericolose che potrebbero crearsi a fronte di tante persone che potrebbero voler venire a visitare la cripta anche solo per motivazioni storiche. Noi siamo persone tranquille, non vogliamo stare alla ribalta della stampa per fatti di cui non possiamo rispondere e vogliamo fare le cose in sicurezza tutelando la cripta e gli eventuali visitatori, tutto fatto per bene e alla luce del sole». «Domani - conclude - probabilmente la cripta verrà aperta ma poi, anche con l'intervento degli avvocati, faremo in modo che venga richiusa per poi riaprire in sicurezza con una decisione congiunta della famiglia».

Pronitpote Caio: «Decisione sbagliata»

«Stiamo discutendo la situazione. Purtroppo è stata un'iniziativa di due persone, mie sorelle, che senza consultarsi con nessuno hanno preso una decisione assolutamente sbagliata. Anche perché la gestione della tomba è fatta da tutta la famiglia, discutendo, parlando e così via. Rimane ovviamente l'intenzione di riaprire la cripta al più presto, entro l'estate, ma in sicurezza. C'è stato il Covid, ci sono stati i lavori e altre cose che dobbiamo tenere in considerazione», ha detto all'AdnKronos Caio Mussolini.

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