Rider licenziato dopo aver strappato biglietto pro Mussolini inviato da un cliente a Bologna. «Privacy violata»

Rider licenziato dopo aver strappato biglietto pro Mussolini inviato da un cliente. «Ha violato privacy»
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Mercoledì 28 Aprile 2021, 18:46 - Ultimo aggiornamento: 18:55

Un biglietto inneggiante al Duce, recapitato insieme a un paio di bottiglie di vino in un giorno non qualsiasi, di 25 aprile, ha indignato un rider a Bologna, che lo ha strappato di fronte al destinatario. Un gesto costato caro perché, «per aver violato la privacy» e per un «comportamento scorretto» durante la consegna, il fattorino è stato licenziato. Nonostante il fatto che quel messaggio non avrebbe proprio dovuto essere trascritto per stessa policy della piattaforma di delivery. È successo a Bologna. Protagonista un trentenne originario di Benevento, Luca Nisco, trapiantato nella città emiliana, che ha raccontato la sua storia al Resto del Carlino.

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Da febbraio Luca lavorava per conto di Winelivery, nota piattaforma specializzata nelle consegne a domicilio di vino. Domenica 25 aprile viene incaricato di recapitare delle bottiglie, che il cliente decide di corredare di biglietto. Il testo solitamente viene indicato con l'ordine e poi viene trascritto a mano dagli operatori del servizio. Lo trascrive un collega di Luca e viene notato il testo diverso dai soliti auguri: inneggiava a Benito Mussolini. «Ci siamo guardati tutti in faccia imbarazzati, qualcuno ha commentato - dice Luca a Qn - Ho provato indignazione per quel messaggio, stupore che ancora oggi siano scritte certe cose». Davanti alla destinataria Luca decide così di estrarre il biglietto e di strapparlo. Affermando che dentro riportava solo «oscenità». Amara sorpresa il giorno dopo.

La piattaforma annulla tutti i suoi turni per la segnalazione di un «comportamento scorretto». Interpellata da Qn l'azienda ha spiegato che per policy si riserva «il diritto di non consegnare un biglietto in caso in cui sia contrario al decoro, all'ordine pubblico, offensivo». Quindi quel biglietto non avrebbe mai dovuto accompagnare le bottiglie di vino: l'operatore che lo ha trascritto in primis «non ha seguito l'indicazione aziendale», mettendo nero su bianco «un bigliettino contrario alla legge». L'operatore è stato redarguito, senza conseguenze. Diversamente però da quanto accaduto a Luca. Il rider, secondo l'azienda, avrebbe «attuato due comportamenti scorretti». Il primo, la «palese violazione della privacy», ovvero aver aperto il sacchetto per leggere il biglietto. E poi un «comportamento non in linea con i valori aziendali», cioè l'aver strappato il messaggio. Di qui il licenziamento che però Luca ha dato mandato di impugnare. «Sì ho sbagliato a strapparlo - dice - ma la reazione dell'azienda è eccessiva». 

 

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