Lecce, ragazza di 29 anni uccisa in strada dall'ex: è morta per salvare il nuovo fidanzato

Ragazza di 29 anni uccisa a coltellate per strada in Salento: si cerca l'ex fidanzato
di Alessandro Cellini
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Lunedì 1 Febbraio 2021, 20:40 - Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio, 08:53

«Vi uccido, faccio una strage». Lui li aveva minacciati già in precedenza. E ieri sera è passato alle vie di fatto. Ha ammazzato l’ex fidanzata, Sonia Di Maggio, una 29enne di Rimini, a Specchia Gallone, una piccola frazione di Minervino di Lecce, nel Salento, dove la ragazza da poco risiedeva. Numerose coltellate al collo, per strada, mentre era insieme con il nuovo compagno. Non c’è stato nulla da fare: mentre l’assassino fuggiva a piedi, lei è morta dissanguata, riversa sul marciapiede.

Un rivolo di sangue rosso vivo scende lungo l’asfalto, in via Pascoli. Attorno al corpo senza vita il lavoro degli investigatori del commissariato di Otranto è incessante. Parallelamente, è scattata la caccia all’uomo: decine di agenti hanno cercato l’accoltellatore, un ragazzo di Torre Annunziata, in provincia di Napoli. 
 

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Sonia era uscita di casa per andare a fare la spesa. Era in compagnia del nuovo fidanzato: per stare con lui, giovane carpentiere del posto, si era trasferita nel Salento. Qui avevano deciso di convivere. Intorno alle 19 di ieri sera hanno incrociato l’ex compagno di lei. Armato di coltello, si è subito scagliato contro la coppia: non è chiaro chi dei due fosse l’obiettivo. Forse entrambi: li avrebbe sorpresi alle spalle, e Sonia, prima di morire, ha fatto in tempo a frapporsi tra l’assassino e il suo nuovo fidanzato. A fare da scudo, insomma. E così è stata lei a ricevere le coltellate fatali. Al collo, soprattutto. Ha cominciato a vacillare poi, mentre il suo assalitore già scappava, si è accasciata sull’asfalto. È morta nel giro di pochi minuti. È stato il nuovo fidanzato a chiamare i soccorsi. «Poi mi ha telefonato, mi ha detto ‘mamma corri, Sonia sta sanguinando’. Quando siamo arrivati lei era già morta. So che avevano ricevuto delle minacce, l’ex diceva che avrebbe fatto una strage». Questo ha raccontato, sotto choc, la mamma di lui nei minuti immediatamente successivi alla tragedia. 

L’omicidio ha sconvolto questa piccola frazione del Basso Salento, nemmeno 500 abitanti, a pochi chilometri da Otranto. Un minuscolo centro nel quale la coppia aveva deciso di trovare casa. Per il momento vivevano nell’abitazione dei genitori di lui; di recente, avevano avviato le pratiche per ufficializzare la convivenza.

Il brutale femminicidio è avvenuto proprio nel giorno in cui Papa Francesco ha invitato tutti i fedeli a pregare per fermare le violenze sulle donne. «Una vigliaccheria e un degrado per tutta l’umanità», ha detto il pontefice, riferendosi alle violenze. «È impressionante il numero di donne colpite, offese, violate. Preghiamo per le donne vittime di violenza, perché vengano protette dalla società e perché le loro sofferenze siano prese in considerazione e ascoltate da tutti. Le testimonianze delle vittime che hanno il coraggio di rompere il silenzio – ha concluso Papa Francesco – sono un grido di richiesta di aiuto che non possiamo ignorare. Non possiamo guardare dall’altra parte». Parole che non sono servite a evitare l’ennesima tragedia.

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