Tragedia di Jesolo, Giorgia è l'unica sopravvissuta: «Ci hanno urtato, siamo volati via»

Lunedì 15 Luglio 2019
1
Giorgia Diral con gli amici morti nell'incidente di Jesolo

Erano inseparabili da quando erano ragazzini (tenerissimi, dicono gli amici). Ora non più: Riccardo Laugeni è morto con Giovanni e con Eleonora e Leonardo, fidanzati, mentre Giorgia è sopravvissuta. Un miracolo e un'angoscia per una ragazza che piangerà per sempre quella notte maledetta. Giorgia Diral, 22 anni, di Musile di Piave, è l'unica scampata alla strage di via Pesarona, a Ca' Nani di Jesolo. Sbalzata dalla macchina, sfuggita incredibilmente al pauroso schianto delle lamiere contro l'acqua del canale, poteva affogare in due metri d'acqua.
 

 
 

Ma dall'altra parte della strada alcuni giovani stranieri di passaggio hanno visto la scena, si sono fermati, sono scesi per le sponde del canale e l'hanno tirata a riva. Giorgia ha trovato dentro di sé una manciata di lucidità e ha fatto in tempo a fornire un dettaglio importante alle forze dell'ordine: «Ci hanno urtato, siamo volati via». Poi è stata portata all'ospedale di San Donà di Piave. Non è ferita gravemente ma è pesantemente sotto choc. Le è già stato assegnato un supporto psicologico; l'aiuterà a sciogliere il gorgo d'angoscia e il groviglio di interrogativi.
 
Al Pronto soccorso ha continuato a chiedere di Riccardo e di Eleonora, la sua amica del cuore, e poi degli altri: hanno cercato di tenerla calma. È seguita dai medici e assistita dai genitori, Paolo Diral e Roberta Boso, e dal fratello minore. In ospedale a San Donà fin dal mattino si sono accalcati parenti, coetanei, conoscenti. Papà e mamma praticamente non l'hanno mai lasciata e hanno dato ordine che non sia avvicinata da nessuno, se non dai parenti stretti e dagli inquirenti che si occupano del caso. In reparto arrivano persone di corsa, le facce tirate. Escono poco dopo, bianchi in volto, mormorando: «Come reagirà quando avrà capito cosa è successo?».

Giorgia Diral, 22 anni, diplomata ragioniera, è impiegata in una ditta della zona industriale di Noventa, non distante dal noto outlet. Abita a Musile di Piave con i genitori e il fratello Christian. I genitori da una quindicina d'anni gestiscono il Burcio, ristorante molto conosciuto in centro a Noventa. Ieri il locale avrebbe dovuto essere aperto, ma la normalità è stata spazzata via: sulla porta un cartello con scritto Chiuso per lutto.

In paese all'ora dell'aperitivo non si parla d'altro. «Una ragazza meravigliosa - racconta un 68enne amico di famiglia - allegra, espansiva, facile alla battuta e allo scherzo; e allo stesso tempo legatissima ai suoi e pronta ad aiutare. Il tempo di riposare un po' dal lavoro e nei fine settimana è quasi sempre qui a dare una mano. Mi dispiace tanto anche per gli altri giovani. Una tragedia immane, non ne ricordo di eguali».
B. C.

Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 09:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Tutti in fila per la macchina mangia-plastica (che però è rotta)

di Pietro Piovani

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma