​Cristoforetti e la rottura con l'Aeronautica militare: «Divergenze con i vertici». Il testo completo del tweet dell'astronauta

Cristoforetti e la rottura con l'Aeronautica militare: «Divergenze con i vertici». Il testo completo del tweet dell'astronauta
di Paolo Ricci Bitti
7 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Gennaio 2020, 22:22 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 19:33

La base di Istrana dell'Aeronautica militare è blindata e non si sente sbattere la porta, ma l’inatteso, serale e insolitamente chilometrico tweet (4 pagine) dell’astronauta Samantha Cristoforetti, da sempre graniticamente riservata e di poche, istituzionali, parole, rimbomberà a lungo nello spazio dopo il congedo avvenuto ieri mattina.

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«Semplicemente ho avuto occasione di esprimere alla Forza Armata, nelle sedi appropriate, il mio disaccordo per alcune situazioni e, contestualmente, ho ritenuto per coerenza e per mia serenità di congedarmi. In schiettezza e reciproca cordialità, senza alcuna polemica». Il capitano Cristoforetti, la prima italiana nello spazio, l’astronauta che nel 2015 conquistò il record mondiale di permanenza in una sola missione in orbita (199 giorni, 16 ore e 42 minuti), ha lasciato l’Aeronautica militare. Ieri mattina sorrisi forzati con il colonnello Massimiliano Pasqua, comandante del 51° stormo schierato nella base di Istrana (Treviso): un “touch and go” di mezz’ora per le formalità, poi il rientro a Colonia dove la 42enne astronauta dell’Agenzia spaziale europea abita con il compagno francese Lionel Ferra e la figlia Kelsi Amel (Coraggiosa Speranza), 3 anni.


 



Una mattina cupa all’altra parte dell’universo rispetto alla sfolgorante notte del 18 maggio 2009, quando nella sua stanzetta di quella stessa base lampeggiò sul pc la mail dell’Esa: ammessa ai 6 posti per astronauti ambiti da 8mila qualificatissimi candidati. Una notte di trepidazione raccontata con mille elozioni sul Diario di un'apprendista astronauta, l'autobiografia. «Da Esa dipendo - scrive ancora - per l’impiego quotidiano e da Esa percepisco lo stipendio. L’appartenenza alla Forza Armata ha avuto negli ultimi 10 anni un valore simbolico e affettivo. Non sto cambiando mestiere o assumendo un nuovo incarico, continuo ad essere un’astronauta dell’Esa». 

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Inoltre, aggiunge, «non mi sento oggetto di discriminazione di genere» e «ho sempre avuto il massimo supporto da parte della delegazione italiana alla Ministeriale Esa dello scorso novembre, tanto che l’Italia ha ottenuto l’impegno per un secondo volo per me entro qualche anno. Sono orgogliosa di essere stata una collega di chi serve il paese nell’Aeronautica Militare».


Addio allora alle ali con l’aquila turrita che portava sul petto dal 2001, tra le prime donne all’Accademia aeronautica per diventare pilota del cacciabombardiere Amx: una formidabile rampa di lancio - l’ha ammesso tante volte - per trasformare in realtà il suo sogno di bimba dei monti trentini. Da pilota militare allo spazio, così com’era accaduto ai colleghi Cheli, Vittori e Parmitano. Ora però, terminati i 19 anni di "ferma" obbligatoria" e con i rapporti con i vertici militari ridotti a post-it attaccati sul frigo, le strade si sono divise e non nei modi che 3ra lecito attendersi: a Istrana non c’era il capo di Stato maggiore Aeronautica, generale di squadra Alberto Rosso e certo si poteva immaginare ben altro tipo di commiato per un personaggio dell’enorme e meritata notorietà come la Cristoforetti, il pilota militare italiano più conosciuto nel mondo.

Dall’Arma azzurra, che non l’ha presa bene, un tweet: «Oggi il capitano ha salutato la Bandiera di Guerra del 51° Stormo. Negli oltre 18 anni in Am ha coronato il sogno di diventare astronauta e continuerà a portare nello spazio il Tricolore. Ciao @AstroSamantha». E «Grazie per il suo servizio all’Italia», ha scritto il ministro della Difesa, Guerini.

La stessa Agenzia spaziale italiana non era stata tuttavia informata dall’astronauta, nessuna nota da parte dell'Esa.
 
 


Il precedente
Anche Maurizio Cheli, nel 1996, se ne andò senza squilli di tromba dall’Arma dopo una sola missione (ingaggiato dall’Alenia), quando è invece sicuro che la Cristoforetti resterà astronauta Esa in vista di un volo nel 2021.

Forse lei - da quel poco trapelato in uno scenario di grande amarezza - stava ormai stretta nella divisa azzurra, che comunque impone compiti e responsabilità e che veste anche l’ingegnere tenente colonnello Walter Villadei, che non è un pilota, requisito tuttavia che sarà sempre meno determinante per la maggior parte degli astronauti del futuro. Romano, 45 anni, si trova in incerta attesa dal 2015 di una missione: non superò l’esame dell’Esa del 2009, ma è qualificato con i russi.

È surreale pensare che l’Am abbia espresso (con quale speranza, poi?) preferenze selettive con le agenzie spaziali mettendo a rischio il rapporto con la fenomenale astronauta Cristoforetti, che può tuttavia non aver mandato giù le voci circolate durante il precedente governo Lega-M5s a favore di Villadei. Voci.

La stessa astronauta, da anni ferma la grado di capitano (il coetaneo Parmitano, però da più tempo con le stellette, è già colonnello), spiega  poi che "ha ritenuto poco utile interrompere le mie attività all'Esa per svariati mesi per svolgere i corsi necessari all'avanzamento a ufficiale superiore e vi ho quindi rinunciato, rinunciando contestualmente di mia volontà all'avanzamento di grado".  La carriera di astronauta prima di quella nell'Aeronautica, come pure pare logico, ma una circostanza certo non gradito dall'arma azzurra.

Ricapitolando: un rapporto che via via si è deteriorato, forse nessun casus belli specifico dirompente in sé, ma un lungo logoramento che ha portato l'astronauta a rinunciare al suo ruolo militare, per quanto decisivo per avviare il suo percorso nello spazio. Di sicuro l'Aeronautica perde una formidabile rappresentante e quel grigio commiato a Istrana resta difficile da comprendere. Lei per prima - lo scrive anche con un po' di ingenuità - non avrebbe voluto le luci dei riflettori, ma era più che prevedibile soprattutto da parte dell'Am che la notizia del congedo non sarebbe passata inosservata. Dal 2014 tutto ciò che riguarda la Cristoforetti va subito in orbita.


Da civile la Cristoforetti avrà tuttavia più possibilità di tornare in orbita, magari anche con la Cina (la lingua, la sesta, l’ha imparata in sei mesi) con i cui taikonauti si è già addestrata. 
 
IL TESTO COMPLETO DEL TWEET






Dagli avvocati del tenente colonnello Walter Villadei riceviamo e pubblichiamo:
"Non risulta alcuna correlazione tra le dimissioni della Cristoforetti e la posizione del tenente colonnello Villadei in Aeronautica militare. Non esiste alcuna contrapposizione tra l'astronauta “pilota” e l'astronauta “ingegnere”. L'astronauta “ingegnere” non ha competenze inferiori all'astronauta “pilota”! Alcun favoritismo vi è stato per Villadei, Si tratta di un professionista che si è addestrato duramente. Qualificato nel 2007 da Esa come istruttore. Nel 2008 e 2009 ha svolto una prima fase addestrativa presso il centro russo Yuri Gagarin, la “Città delle stelle”.
Ha conseguito la qualifica di cosmonauta nel 2012, con il massimo dei voti: quella avanzata a fine 2015 e il mantenimento delle abilitazioni a fine 2019. Il tenente colonnello ha conseguito successi unanimemente riconosciuti! Con riferimento alla selezione dell'Agenzia spaziale europea del 2009, il bando prevedeva due percorsi distinti: per piloti (con almeno 1.000 ore di volo su velivoli ad elevate prestazioni e qualifica di test pilot ovvero laurea tecnica); per ingegneri e tecnici (almeno una laurea in materie tecnico-scientifiche e non meno di tre anni di esperienza). L'allora capitano Villadei soddisfaceva tutti i requisiti come ingegnere aerospaziale avendo, oltre a due lauree, molteplici corsi di specializzazione, e decennale attività nei ranghi dell'Aeronautica militare (anche in svariati teatri operativi)".

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